Samp, l’ultima a Marassi è amara: vince il Napoli

0
177
I tifosi della Sampdoria
I tifosi della Sampdoria

Il cielo carico d’acqua di Marassi saluta il 2017/18 con due certezze: la Sampdoria non giocherà in Europa nella prossima stagione. L’altra riguarda il Napoli, che deve accontentarsi del secondo posto: gli azzurri espugnano il “Ferraris” all’inglese ma lo Scudetto va matematicamente alla Juventus. A loro come a noi resta l’amaro in bocca per quello che avrebbe potuto essere e non è stato: gli applausi al triplice fischio non mancano e testimoniano comunque l’ottimo lavoro svolto – con le debite proporzioni – da entrambe le formazioni.

Giallo. La vera novità nell’undici doriano esce dal riscaldamento: Viviano alza bandiera bianca per un problema al ginocchio sinistro e in porta debutta Belec. Andersen ricompone con Ferrari la coppia difensiva del successo in casa dell’Atalanta mentre Praet torna in mediana con Ramírez nuovamente titolare alle spalle dell’inedito duo di punta dal primo minuto: Caprari-Kownacki, all’esordio uno accanto all’altro. Già al 5′ la sfida si tinge di giallo: corner di Callejon, testa di Andersen, Mertens controlla e insacca. Gavillucci e annulla per un tocco di Albiol che metterebbe in fuorigioco il compagno. Il VAR conferma e si resta in parità.

Efficace. Al 12′ un retropassaggio di Jorginho innesca Caprari, indeciso se calciare in porta o assistere Kownacki: il dubbio partorisce una via di mezzo che finisce a lato. Finirebbe in porta un destro a giro di Mertens un minuto più tardi ma Belec è efficace nell’alzare in angolo. Così come al 17′ su stacco di Albiol: stavolta c’è anche lo stile. Il Napoli insiste e al 23′ l’estremo sloveno deve respingere una conclusione dal limite di Zielinski. Pure Insigne ci prova al 27′ ma la palla sfiora il palo.

Sveglia. Il Doria riesce raramente a spezzare il possesso ospite e fatica a rendersi pericoloso dalle parti di Reina. Di contro, sotto una pioggia battente, Zielinski – complice una deviazione di Ferrari – costringe Belec all’ennesimo intervento. Siamo al 39′. Il rischio corso sveglia i blucerchiati nel finale: la barriera ferma Ramírez da fermo al 42′ e sugli sviluppi del calcio d’angolo di Torreira  Ferrari centra in pieno la traversa. La spinta offensiva prosegue anche nella seconda frazione: al 3′ Praet scalda i guanti a Reina. Insigne risponde al 7′, difettando nella mira. Mira giusta ma niente cartellini per Albiol per una gomitata rifilata a Kownacki, autore al quarto d’ora di una pregevole azione personale conclusa con il mancino sui led pubblicitari.

Credeteci. Al 18′ Belec si supera vanificando un fraseggio ravvicinato tra Mertens e Insigne. A metà tempo via alla girandola di cambi. Sarri toglie Callejon e mette Hamsik, Giampaolo replica con l’ex Zapata per Caprari. Poi Mertens viene richiamato per Milik, che ci mette un nonnulla a trovare il gol con un missile sotto l’incrocio. Un peccato, anche perché Albiol la chiude al 36′ impattando su un traversone di Mario Rui dalla bandierina. Gli ingressi di Strinic e Alvarez sono utili soltanto ai fini statistici. La Samp finisce il proprio campionato casalingo con una sconfitta e con una Sud emblematica. Il prossimo anno credeteci come quest’anno ci abbiamo creduto noi.