Samp-Lazio 1-2: il racconto di una grande occasione persa

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Marco Ferrera racconta per noi la fredda serata di Marassi. Per la Sampdoria una grande occasione persa, ma dal campo sono arrivati anche tanti segnali positivi.

Alla fine della fredda serata di Marassi rimane forte in tutto l’ambiente blucerchiato la sensazione di aver perduto una grande occasione: a dieci minuti dalla fine il vantaggio firmato da Zapata permetteva alla Samp di agganciare i biancazzurri a quota ventinove sul quinto gradino della graduatoria, creando un fossato di ben otto punti sulle tre formazioni a quota ventuno (Bologna, Milan e Fiorentina). Il finale ha invece consegnato alla forte formazione di Inzaghi tre punti pesantissimi, lasciando con un pugno di mosche in mano l’undici di Giampaolo.

Una partita molto godibile, giocata a viso aperto dalle due squadre, ad onta di un prato non certo all’inglese, che ha sopportato quattro partite in una settimana ma che versa in pessime condizioni; l’avvio dei padroni di casa è stato veemente, con veloci ripartenze di Parolo e compagni e dopo una serie di conclusioni da una parte e dall’altra fuori di poco, a cavallo della mezz’ora Zapata, innescato davanti a Strakosha da una bella manovra Ramirez-Praet, ha concluso troppo centralmente, consentendo la ribattuta all’estremo capitolino. Quattro minuti dopo è stata la Lazio ad avere la doppia chance per il vantaggio, con Viviano provvidenziale sulla rasoiata improvvisa dal limite di Immobile e Bereszynski decisivo nella ribattuta sulla linea sul diagonale di Parolo destinato in fondo al sacco.

Squadre negli spogliatoi al termine di una prima frazione ben giocata da entrambe, con Ramirez ispirato a creare parecchi problemi giocando tra le linee e Parolo e Milinkovic sempre pronti a colpire nei loro inserimenti; la ripresa è iniziata con lo stesso canovaccio, con Parolo (ancora lui!) a far correre lunghi brividi alla Sud , con un palo colto in pieno dopo iniziativa sulla destra di Marusic, che in questa fase comincia a creare grattacapi a Murru, molto attento fino a quel momento.

Qui la Samp è stata fortunata ma subito dopo molto brava a colpire con un’azione ben orchestrata, con la verticalizzazione di Torreira, la sponda di testa di Quagliarella ed il rigore in movimento di Zapata, che ha battuto dopo il controllo l’inerme Strakosha: sospinta dal calore del suo pubblico la squadra di Giampaolo ha sfiorato poco dopo ancora la rete, che avrebbe probabilmente assestato un colpo mortifero agli avversari, ma dal flipper creatosi nell’area piccola, dopo tentativo di Quagliarella , Barreto non è stato preciso nell’impatto con la sfera, sfilata sul fondo.

La Lazio, ridisegnata da Inzaghi con l’ingresso in campo di Patric, Lukaku e Caicedo, ha cominciato a prendere maggiormente possesso del terreno, sfruttando anche l’uscita di Quagliarella, rilevato da un impalpabile Kownacki e quella di Ramirez che aveva esaurito la benzina , con il subentrante Alvarez assolutamente abulico ed avulso dal gioco e pur senza creare grandi occasioni dalle parti di Viviano la pressione biancazzurra è sfociata ad una decina di minuti dal termine nel pari sottomisura di Milinkovic. L’inerzia del match si è trasferita a quel punto alla squadra capitolina, bisognosa e vogliosa di ottenere l’intera posta per non perdere contatto dalle prime della classe, con i blucerchiati in grande sofferenza a centrocampo,sofferenza acuitasi con l’uscita di Praet per lo spaesato Verre.

Ed al primo minuto di recupero la percussione di Immobile ha smarcato Caicedo che, tutto solo davanti a Viviano e tenuto in gioco da Murru, ha infilato andando poi ad esultare sotto la Sud certificando il primo stop interno dei blucerchiati.

L’analisi ci porta a commentare che i cambi hanno decisamente dato ragione ad Inzaghi mentre nella circostanza la perdita nel corso della ripresa dell’esperienza di Quagliarella, della classe di Ramirez e della sagacia tattica di Praet hanno privato la Samp di tre pedine che sarebbero state fondamentali nello scampolo finale di partita, quantomeno per condurre in porto il pareggio. Le assenze di Linetty e Strinic hanno ancora una volta dimostrato che le seconde linee non valgono i titolari, anche se questa volta ci sentiamo di poter affermare che Giampaolo avrebbe dovuto pescare altri giocatori dal mazzo di chi sedeva ieri sera accanto a lui, magari ridisegnando tatticamente la squadra. Troppo giovane ed acerbo Kownacki per entrare in una fase così delicata del match, con Quagliarella che era entrato nelle azioni decisive e sarebbe stato importantissimo nel gestire certe situazioni di campo ( ed il capitano ha mostrato di non gradire molto la sostituzione…), Alvarez troppo inferiore a Ramirez in termini di qualità e soprattutto pericolosità sulla tre quarti avversaria , un giocatore che già a Bologna non aveva saputo incidere minimamente nella frazione di gara in cui Giampaolo lo aveva impiegato.

Nella serata che si chiude con una sconfitta amara vogliamo segnalare la gagliarda e continua prova del polacco Bereszynski, sempre più a suo agio nel ruolo, che accoppia corsa a fisicità e che sta affinando anche la tecnica, un ragazzo che ha vinto nelle gerarchie “giampaolesche” il ballottaggio con Sala sulla corsia destra e che ha davvero convinto tutti, opposto ad avversari di grande corsa e qualità come Lulic e Lukaku. Ora bisogna ripartire, le sconfitte senza appello di Bologna e quella contro la Lazio non devono far smarrire l’identità di gioco e di squadra ammirata fino a quindici giorni fa; arrivata la prima sconfitta nel fortino di casa , Torreira e compagni sono chiamati ad una pronta inversione di tendenza lontano da Genova, magari già sabato, nella tradizionalmente ostica trasferta in casa del Cagliari.