Nantes-Genoa 0-1: decide Ninkovic

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Ninkovic, giovane trequartista del Genoa
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Il Genoa batte il Nantes 1-0 grazie ad un gol di Ninkovic, ecco il racconto della sfida dal sito ufficiale rossoblù.

Nantes-Genoa 1-0: la cronaca

Genoa: Lamanna, Zukanovic (7’st Izzo), Gentiletti (c) (24’st Munoz), Rigoni (24’st Veloso), Biraschi, Laxalt, Lazovic (32’st Fiamozzi), Bertolacci (24’st Cofie), Simeone (17’st Galabinov), Pandev (24’st Omeonga), Ninkovic. A disposizione: Perin, Zima, Spolli, Hiljemark, Morosini. All. Juric.

Arbitro: Galibert. Assistenti: Zitouni e Yazard. Quarto Ufficiale: Merre.

Rete: 34’st Ninkovic.

Roche sur Yon – Altro giro, altra corsa. Dopo la vittoria con l’Hoffenheim di sette giorni fa, il Genoa fa un altro tagliando all’estero, in piena preparazione estiva, affrontando la squadra di mister Ranieri. Un emblema del made in Italy e della nostra scuola allenatori, tanto più dopo la straordinaria vittoria in Premier l’anno scorso. Più avanti il Nantes nel rodaggio, a una settimana dal via della Ligue 1. Alla ricerca degli automatismi il Grifone, un cantiere che sta prendendo forma, sotto un arco di sudore e lavoro. Migliaia i supporter giallo-verdi, accorsi allo stade Desgrange. Folta la rappresentanza genoana, considerata la distanza. Grifoni ovunque e non è solo un modo di dire. Via all’incontro con i giocatori di mister Juric, in maglia tradizionale rossoblù, ad aprire il match sulla lunetta di centrocampo.

Ci mette lo spazio di un amen a scaldarsi il vocione del tecnico del Genoa, nel dare indicazioni dalla panchina. La partenza è vivace da parte di entrambi gli schieramenti, proiettati alla profondità di manovra e agli scambi in velocità per aprirsi gli spazi, anche se la densità in mezzo ricalca quella delle nuvole alzando gli occhi. I primi dieci minuti se ne vanno senza occasioni da rete, ma lasciando intravedere geometrie e senso del gioco. Al 12′ Silva conclude in porta su punizione, ma è solo una ‘telefonata’ su cui risponde “pronto” Lamanna. Graziato invece dal colpo di testa di Toure sugli sviluppi di un corner e successivamente dal palo interno, baciato con un diagonale velenoso di Rongier. Fiuuu…  Il Grifone non sta a guardare e contrattacca sugli esterni, senza per il momento accendere il fuoco nei sedici metri. Proprio così? No. E’ Laxalt ad avere sul sinistro la palla buona, disinnescata sul dunque dai locali in versione pompieri.

Rispetto agli avversari è più ragionato il modo di proporsi in avanti del Grifone, anche se il match scorre sui binari di un sostanziale equilibrio, al di là del paio di opportunità in più dei francesi. Can che morde, non abbaia? Come nella precedente gara in Austria, il Genoa quando si libera dai guinzagli si rende pericoloso. E’ Simeone dopo una combinazione dai e vai con Pandev, a correre verso la porta per addentare il piatto, ma la retroguardia alla fine si salva in qualche modo. La ripartenza più bruciante che potrebbe far cambiare il punteggio è però del Nantes. Nakoulma centra il secondo legno del match con uno splendido destro arcuato, poi Zukanovic intercetta di testa il bolide sulla ribattuta ancora di Rongier. Sono le ultime fiammate di un primo tempo in cui il Genoa non ha demeritato, anche se non è riuscito a incidere più di tanto. Qualcosa c’è da registrare ed è normale che sia così.

Si ricomincia nella ripresa con gli stessi undici sulla griglia di partenza guidati da Juric. Il primo pit-stop coincide con l’ingresso di Izzo. Cerca di dare pressione il Nantes, ammortizza bene il Genoa nelle fasi iniziali. La prima conclusione è di Toure che spara a salve sopra la traversa. Presidia il campo con le certezze accumulate in queste poche settimane il Vecchio Balordo, elevando il baricentro e costringendo gli avversari in qualche caso alle maniere forti. E’ calcio estivo e capita di arrancare da una parte all’altra, quando si viene tagliati fuori. Latitano forse le occasioni da gol, non la fortuna per il Grifo visto che gli avversari, con Kacaniklic (19′), stampano per la terza volta il pallone sul legno. Lo scavetto a tu per tu con Lamanna è lento e, per una questione di centimetri, pure impreciso. Si barcolla, ma non si molla. Una dote mica da nascondere.

Prova di qua, prova di là, il Genoa resta su mentre le sostituzioni si fanno massicce. I guanti di Lamanna trovano impiego su una fiondata centrale di Gillet, che non fa venire i capelli dritti. Veloso e compagni cercano ciuffi d’erba per rovesciare il fronte, catapultandosi in attacco con qualche difficoltà in più del previsto. Incide l’ottima copertura del team di Ranieri, abile a trasferire la sua mentalità. Nulla può anche lui però davanti alla raffinatezza balistica di Ninkovic che da posizione decentrata, con una punizione concessa per un atterramento di ‘trenino’ Laxalt, trova l’angolino lontano in una selva di gambe con il portiere di statua. Massimo risultato, minimo sforzo. Evviva il cinismo! San Lamanna a otto dal termine fa il miracolo ribattendo a mano aperta la girata di Pallois, poi tocca con le dita mettendo sul fondo l’esecuzione da distanza siderale, ma maligna come una strega, di Alves De Lima. Finisce così. Con la seconda vittoria di prestigio fuori casa. Un piccolo, grande tesoro per il morale e per andare avanti.