1 Agosto 2010 Genova
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C'era una volta un gruppo di sudditi inglesi che il 7 settembre 1893 decisero di costituire ufficialmente presso il Consolato di Gran Bretagna, alla presenza del Console Sir Alfred Payton, la prima società sportiva italiana, cui viene data la denominazione di "Genoa Cricket and Athletic Club".   
Mr. C. De Grave Sells, Misters Summerhill senior and junior, Mr. Sandus, Mr. Riley, Mr. De Thierry, Mr. Fawcus, Mr. Green e Mr. Blake sono i soci promotori e all'unanimità viene designato alla presidenza Mr. De Grave Sells, il socio promotore piu' anziano. Lo statuto prevedeva inizialmente l'inamissibilità dei soci di cit- tadinanza italiana e la sede sociale e Club ad essa collegato - ambedue fissati dal 1899 in piazza Campetto, nei locali dell'Albergo Unione dove risiedeva Spensley (dopo un'iniziale attività più che altro organizzativa presso una trattoria di piazza d'Armi a Sampierdarena) - avrebbero dovuto costituire, secondo le intenzioni dei fondatori, un punto di incontro degli inglesi residenti a Genova o di passaggio nella nostra città, analogamente alle tradizioni dei Clubs inglesi, e consentire ai soci di organizzare gare atletiche e incontri di cricket.   
Negli anni successivi, tuttavia, l'interesse dei soci praticanti lo sport si concentrò maggiormente, più che sull'atletica e sul cricket, praticato solo in rarissimi episodi agonistici, su un nuovo sport di cui giungevano dalla Gran Bretagna regole, cronache di gare e risultati: il football, giocato inizialmente con una palla di gomma, che suscitava nel Paese di origine e all'estero sempre maggior desiderio d'emulazione. Nel 1896 sbarca a Genova James Richardson Spensley, medico inglese al servizio delle compagnie di navigazione del suo paese che si occupavano del trasporto di carbone nonché fiduciario del governo di Sua Maestà britannica. Medico di professione e grande atleta per vocazione, Sir James appassionato di football e praticante di questo sport, si iscrive al "Genoa": data la sua indole espansiva e la sua larghezza di vedute - unite ad eccelse doti umanitarie che dimostrerà nel corso di tutta la sua vita - non gli e' difficile fare in breve tempo parecchi proseliti ed ampliare l'organico del Club, anche per l'ammissione, da lui sostenuta, proposta e poi ottenuta, di soci italiani. Questo avviene nel 1897, dopo la nomina di un nuovo presidente, il ventiduenne Herman Bauer, subentrato al dimissionario e benemerito De Grave Sells: in quest'anno, davvero storico per il calcio, si registra la nascita della Federazione Italiana Football (che, nel 1909, diverrà Federazione Italiana Gioco Calcio), la quale ufficializzava la proliferazione delle squadre calcistiche in Italia, dando palese conferma dell’incremento della popolarità e della pratica del football nel nostro paese.   
Fra il Torino Football Club, nato nel 1897, e il Genoa viene disputata il 6 gennaio 1898, sul campo "della pista velocipedistica" di Ponte Carrega, la prima partita amichevole del calcio italiano registrata ufficialmente. Vincono i torinese per 1-0 con rete del marchese Savage davanti a 208 spettatori per un incasso netto di lire 101,45.   
L'8 maggio 1898 viene ufficialmente disputato, in una sola giornata, il primo campionato italiano di calcio cui si iscrivono, oltre al Genoa Cricket and Football Club, il Football Club Internazionale, il Football Club Torinese e la Societa' Ginnastica Torino.   
Il Genoa del mitico James Spensley vincerà il suo primo scudetto battendo in finale l'F.C. Internazionale per 2-1, dando il via ad una serie strepitosa di successi e di record. Nel 1899 è ancora scudetto grazie al 2-0 sul Football Club Internazionale e l’anno successivo la tripletta è firmata da Fawcus e compagni che battono a domicilio l’F.C. Torinese.   
Dopo la vittoria del Milan Foot-Ball and C.C. nel 1901, il Genoa riprende a vincere conquistando il suo quarto titolo proprio ai danni dei milanesi (1-0, il 13 aprile 1902). Nel 1903 arriva il quinto titolo ai danni del Football Club Juventus e il Genoa inaugura anche la serie di trasferte all’estero: nel mese di maggio i rossoblu si impongono a Nizza per 3-0 contro il Football Velo Club. L’anno successivo arriva il terzo scudetto consecutivo e di conseguenza al Genoa è assegnata la Coppa Fawcus.   
Il 1908 segna la clamorosa protesta di Genoa, Milan e Torino che rinunciano al campionato perché la Federazione avava imposto di far giocare solo giocatori italiani (per la cronaca vinse la Pro Vercelli). L’anno successivo la Federazione fece un passo indietro: ok agli stranieri in campo. Il Genoa però deve attendere l’arrivo di un mister straniero per rilanciarsi. William Garbutt prende in mano il Grifone nel 1912 e tre anni più tardi lo porta a conquistare il settimo scudetto. E’ l’ultimo in tempo di pace. La prima guerra mondiale si porta via due grandi del Genoa: James Spensley e Luigi Ferraris.   
La squadra rossoblu, però, continua a farsi valere ai massimi livelli. Un altro ciclo è stato aperto con i vari De Prà, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale e soci. Tra il 1922 e il 1924 arrivano l’ottavo e il nono scudetto. La stella è a portata di mano, ma la stagione 1924-25 segna la tragica beffa orchestrata ai danni del Genoa. Lo scudetto va al Bologna dopo cinque ripetizioni della finale.   
Da quell’indimenticabile, sfortunato, "ingiusto" 9 agosto 1925 di scudetti non ne sono più arrivati in casa rossoblu. Eppure la storia gronda di nomi, storie, personaggi che hanno fatto del Genoa e di Genova un fulcro inalienabile della storia calcistica nazionale. Dal quasi-scudetto nel primo torneo a girone unico (1929-30) alle esperienze europee degli anni ‘29-‘30-’37-’38. Fino all’ultimo grande sussulto della Genova rossoblu. Il quarto posto della stagione 1990-91 e la cavalcata europea che ha portato il Grifone (1991-92) a essere di nuovo nell’Olimpo del calcio, tra le prime quattro squadre d’Europa. I nomi dei protagonisti sono ancora freschi nelle menti dei tifosi rossoblu. Alcuni addirittura sono ancora al Genoa (Torrente, Bortolazzi e Ruotolo). Fanno quindi meno "effetto" rispetto a quelli che fin qui abbiamo citato. Certo però il tifoso genoano ha ancora oggi più di un sussulto quando l’altoparlante che ha nel cuore gli riecheggia quell’undici capace di espugnare il leggendario Anfield Road (Braglia, Torrente, Branco, Eranio, Collovati, Signorini, Ruotolo, Bortolazzi, Aguilera, Skuhravy, Onorati. All.: Bagnoli).

 
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