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In cento anni di storia otto mesi non sono nulla: una piccola ed insignificante parentesi. Nella vita di una societa' di calcio come il Genoa, poi, rischiano di finire nel dimenticatoio. Non e' il caso, pero', degli otto mesi "europei" che la societa' rossoblu ha vissuto tra il 1991 e il 1992. Strano ma vero. Per una societa' che ha trascorso periodi di straordinario splendore ma anche anni di incredibile anonimia, otto mesi rischiano di rimanere indelebili nelle menti di chi li ha vissuti e che un giorno li raccontera' ai propri eredi con l'enfasi di chi ricorda gloria e successi. No, il Genoa 1893 non l'ha vinta la Coppa Uefa edizione 1991-92. Ma e' un po' come se lo avesse fatto. Gia'; i nove scudetti (dieci ?), la Coppa Italia e i primi assaggi di Europa negli anni venti e trenta costituiscono un bottino tale da far arrossire una "semplice" semifinale europea, ma si da' il caso che dal dopo guerra i sostenitori rossoblu non avevano piu' avuto la men che minima soddisfazione (no, qualche vittoria nel derby non basta) e continuavano a tifare per una squadra che aveva costruito il proprio indiscutibile blasone quando ancora non erano nati. Ecco che allora, una semplice semifinale di Coppa Uefa puo' davvero considerarsi un successo soprattutto per come e' stata raggiunta e per l'irripetibile entusiasmo che ha circondato l'ambiente rossoblu in quei lunghissimi otto mesi. Un esempio ? Nel 1991 la Sampdoria vince lo scudetto ma il quarto posto del Genoa e l'accesso alla Coppa Uefa fa piu' notizia ed in citta' e' sentito maggiormente. Non e' un caso poi che l'edizione della Coppa Uefa sia la piu' seguita, e gli indici di ascolto delle gare sono li' a testimoniarlo, nonostante in quella dei Campioni i cugini raggiungano la finale, poi persa col Barcellona. Ed allora riviviamo il cammino europeo del Grifone dall'inizio. C'era una volta il Genoa di Osvaldo Bagnoli. La societa' si iscriveva per la seconda volta al campionato di serie A e Spinelli sceglieva a sostituzione del petulante Scoglio il silenzioso allenatore reduce da nove stagioni irripetibili a Verona. Agli inizi non erano tutte rose e fiori, ma dopo la famosa svolta del derby della cartolina, l'undici rossoblu iniziava una serie di successi che lo portavano sempre piu' in alto, lassu' nella famosa "zona Uefa". C'era una volta, poi, un terzino brasiliano ("che gioca sulla fascia e tira da lontano") che nell'ultima partita stagionale in casa contro la Juventus dava il la' alla festa rossoblu. 26 maggio 1991: una data davvero storica. Branco e Skuhravy affondano la Madama che incredibilmente non entra in Europa mentre il Genoa centra il quarto posto e prepara i bagagli. Quel giorno il Ferraris e' veramente stracolmo di gente e, tra tanti vessilli e coreografie colorate, la Gradinata Sud si "veste" da bandiera della Comunita' Economica Europea. E' l'inizio del Genoa Tour in Europa. Sono proprio i tifosi rossoblu a muoversi per primi e mai come in questa occasione il sorteggio dei primi turni delle coppe europee e' sentito come un avvenimento eccezionale. Nell'assolato 11 luglio 1991 i supporters rossoblu danno la prima grande dimostrazione della loro pazza fede al resto del vecchio continente. L'episodio ha dell'incredibile: alcuni genoani con stendardi e bandiere partecipano al sorteggio a Ginevra (come se si giocasse una partita vera) apparendo su tutti gli schermi con i loro striscioni "Pride of Genoa" e "Grifoni Ovunque". Il fato vuole che l'esordiente Genoa trovi sulla prorpia strada il Real Oviedo. Il nome poco altisonante ed il fatto che anche gli spagnoli siano alla prima esperienza europea inducono qualche giornalista tifoso (o viceversa) a sproloquiare sulla "solita" fortuna rossoblu mentre la Sampdoria era impegnata nel durissimo confronto con il Rosenborg... Poco importa comunque ai tifosi che in pochissimo tempo organizzano quella che si rivelera' un'eccezionale trasferta in Europa (considerati distanza e mezzi). La Fossa dei Grifoni ed il leader storico del tifo rossoblu Pippo Spagnolo allestiscono una carovana di piu' di 1000 mezzi che attraversa tutta la Francia e la Spagna per arrivare nelle Asturie dopo 1.527 Km. Sono piu' di settemila i tifosi al "Carlos Tartiere" per dire "mi gh'eo". La partita si rivelera' poi stregata per i grifoni che, subìto un gol di Bango nato da uno sfortunato rimpallo, non riescono a recuperare, anche a causa di un arbitraggio quanto meno opinabile (lo stesso Sandro Piccinini, telecronista Fininvest che commento' l'incontro, sottolineo' piu' volte la scarsa "vena" del direttore di gara). Il Genoa torna cosi' a casa con uno 0-1 sul groppone (risultato assai scomodo in Europa) ed un gol annullato dal signor Fredriksson per una spinta che faremmo tuttora fatica ad individuare. La gara e' comunque ancora apertissima. Il 3 ottobre a Marassi, di fronte a 40.000 fans assatanati, i rossoblu partono con il piede giusto. Azioni in velocita' e subito in gol. E che gol ! Skuhravy incorna in tuffo su deliziosa imbeccata di Pato Aguilera. Siamo pari: la partita inizia ora. Il Genoa dimostra di poter portare a casa la qualificazione in modo abbastanza agevole se non fosse per la "strana coppia" Braglia-Signorini che, evidentemente annoiata per il poco lavoro difensivo, decide di dare una nota di colore al match commettendo la piu' banale delle ingenuita'. L'1-1 di Carlos e' una doccia fredda. Ma ci pensa Bagnoli a incoraggiare il Genoa che scende in campo deciso nel secondo tempo e va due volte in rete con Caricola e poi con Skuhravy in zona-Cesarini. E' l'apoteosi ! La qualificazione e' acciuffata per i capelli e forse per questo e' ancor piu' bella. Il secondo turno mette Signorini e compagni di fronte alla temibile (sulla carta) Dinamo Bucarest. La squadra del Ministero degli Interni rumeno non e' piu' quella di una volta e cosi' il Genoa a Marassi, con la solita cornice di tifo, riesce a ipotecare la qualificazione con un 3-1 (Aguilera [2] e Branco) che, se ritenuto ottimo in fase di previsione, lascia l'amaro in bocca a Bagnoli e tifosi a causa della rete rumena scaturita da una circostanza sfortunata proprio allo scadere (autorete di Signorini). Questo Genoa, comunque, non puo' temere la Dinamo e cosi' anche al ritorno la vittoria a favore dei rossoblu sembrerebbe il risultato piu' logico. Ma sul 2-0 a proprio favore, il Genoa tira i remi in barca facendosi recuperare sul 2-2 per l'ira di Bagnoli e del presidente Spinelli. "Una vittoria all'estero porta sempre molto prestigio - ripeteva angosciato l'allenatore al termine della gara - e perdere una tale occasione e' proprio da ingenui". Sbollita la rabbia nei giorni successivi, anche Bagnoli si rende poi conto che il passaggio al terzo turno e' davvero una grossa impresa. Unica nota stonata della trasferta in Romania: le condizioni poco agevoli in cui si era venuta a trovare l'intera comitiva rossoblu. Si fa largo cosi' il desiderio di incontrare qualche squadra dal nome blasonato in modo da poter fare visita agli stadi piu' famosi del mondo. Chi voleva il Real Madrid (Spinelli), chi il Liverpool: l'importante insomma era trovare una squadra dalle grandi tradizioni. I rossoblu, invece, devono tornare ancora una volta in Romania e nuovamente a Bucarest, per scontrarsi questa volta contro lo Steaua. Nell'ambiente genoano, il sorteggio di questi ottavi non viene accolto certo con entusiasmo e, insieme al fattore ambientale poco esaltante, vi e' da parte di Bagnoli la paura che inconsciamente i rossoblu possano sottovalutare gli avversari, sulla carta meno forti dei cugini che gia' erano stati superati dal Genoa. In coincidenza con la trasferta a Bucarest del 27 novembre, i tifosi rossoblu scrivono una delle pagine piu' belle che lo sport ricordi. "Il Grande Cuore Rossoblu" porta a raccogliere moltissimi beni di prima necessita', vestiti e regali in genere che i rappresentanti della tifoseria donano ai bambini rumeni all'arrivo nel paese. Il piano predisposto dal Coordinamento riesce alla perfezione e quel 27 novembre, a Bucarest, il Genoa vince la partita piu' bella. Peraltro anche il campo regala poi ai grifoniil successo, giunto grazie ad una rete di rapina di Tomas Skuhravy, difesa gagliardamente da tutta la squadra con particolari note di merito per l'indomabile guerriero Collovati e per Berti, esordiente tra i pali in Europa. L'1-0 da' al Genoa la tranquillita' di poter controllare il risultato nel match di ritorno davanti al proprio pubblico. Ma ormai i rossoblu ci hanno preso gusto a vincere in Eurovisione e cosi' anche mercoledi' 11 dicembre, Aguilera regala con un gol un Buon Natale ai tifosi rossoblu. L'anno prima era stato Branco ad addolcire le festivita' con l' ormai famoso gol-cartolina segnato nel derby. Questa volta era toccato al Pato, con una zampata forse meno bella da un punto di vista spettacolare ma ugualmente importante, liberare l'immaginazione dei tifosi genoani verso i quarti di finale. Il traguardo gia' di per se' faceva venire la pelle d'oca, ma sarebbero bastati pochi giorni per creare in citta' un fermento incredibile. La pallina gialla del Genoa viene infatti estratta dall'urna insieme a quella del mitico Liverpool. Il match della storia per due squadre "storiche". Gli inglesi che hanno appena festeggiato il centenario vengono a fare visita alla squadra piu' antica del football italiano. Le radici inglesi del Genoa; la somiglianza delle due citta' che per anni basarono la loro potenza sul mare e che ora si ritrovano a dover fronteggiare una crisi galoppante, con un porto sempre piu' inutile; e perfino le affinita' musicali. Questi e altri ancora saranno i temi di cui per quasi tre mesi (dal 13 dicembre al 4 marzo) non si fara' che parlare in attesa di quello che sarebbe dovuto essere ( e sara') "the history match". Il tempo passa alla svelta ed in breve arriva il d-day: mercoledi' 4 marzo 1992. Il blasone dell'avversario potrebbe, da solo, spaventare Bagnoli e i suoi ragazzi che pero' si preparano con tranquillita' all'evento, permettendosi anche di snobbare la gara di campionato con la Juventus (in campo scesero numerosi rincalzi). Alle 19.45 di mercoledi' sera, l'atmosfera e' di quelle indimenticabili. I tifosi rossoblu preparano una coreografia da fantascienza: alcuni raggi laser che partono dalla Nord si intrecciano e arrivano sullo schermo della Sud mentre gli altoparlanti dello stadio irradiano le note di "Cosi' parlo' Zaratustra". Anche Bruno Pizzul e Aldo Agroppi, inviati di mamma Rai (che onore !), si lasciano andare a commenti estasiati. Arrivano le ore 20.30 e mentre entrano in campo le due squadre, dal settore dei distinti si erge un enorme striscione che testimonia quale sia l'unica realta' della citta': "We are Genoa". Ha inizio la partita; la tensione si potrebbe tagliare col coltello; i 18 scudetti, le 4 "F.A. Cup", le 4 Coppe di Lega, le 4 Coppe dei Campioni, le due Coppe Uefa e la Supercoppa, vinti nella propria storia dai "reds", metterebbero in soggezione chiunque. Ma il Genoa si esalta e, seppur subisca a tratti il gioco dell'avversario, costruisce le uniche vere occasioni da gol della partita. A cinque minuti dal termine del primo tempo arriva il primo sussulto. Da un lancio lungo di Signorini, Skuhravy riesce a ricavare un assist per il gregario Fiorin. La mezza girata e' impeccabile per potenza e precisione: lo stadio esplode; la classe operaia sale in paradiso ! Mai nessuno avrebbe immaginato una cosa del genere. Quel che piu' sorprende e' che il Genoa nel secondo tempo continua ad attaccare sfiorando piu' volte il raddoppio (la traversa di Skuhravy grida ancora vendetta). La gara fila via avvincente ma tutti si accorgono che l'1-0 non basta per andare tranquilli all'Anfield Road: anche Bagnoli e' stranamente nervoso, tanto che se la prende pure con un cartellone pubblicitario. La serata e' storica. Manca solo la ciliegina sulla torta: il secondo gol. E' il 43' della ripresa e Agulera subisce un fallo nella meta' campo avversaria. A separare il pallone dalla rete ci saranno circa 30 metri. "Ora Branco potrebbe fare giustizia segnando la seconda rete" afferma in diretta Aldo Agroppi. Il pubblico e' tutto in piedi; la Nord intona il coro per quel "brasiliano che gioca sulla fascia e tira da lontano". Branco sceglie accuratamente il posto dove piazzare il pallone, stando attendo a posizionale la "valvolina" nel modo giusto. Quei momenti sono dannatamente lunghi; ma ecco che Claudio parte, colpisce alla sua maniera ed insacca nel "sette" alla destra dell'incolpevole Hooper sotto la gradinata Sud. Il boato e' di quelli raramente udibili e mentre il brasiliano corre ad abbracciare Bagnoli, sulle gradinate si scatena la gioia irrefrenabile dei 40.000. E come disse Agroppi: "Giustizia e' fatta !". A incrementare la festa arriva (forse superflua) la sconfitta della Sampdoria in quel di Bruxelles che il tabellone segnala impietosamente: 3-2. Passata la sbornia il Genoa riprende a vincere anche in campionato e il destino vuole che prima della grande gara di ritorno all'Anfield Road si giochi il derby. I ragazzi di Bagnoli non si risparmiano; pareggiano per 2-2 con i cugini, dopo aver rischiato di vincere, e partono alla volta dell'Inghilterra caricati al punto giusto. Da Liverpool, Souness lancia strali di battaglia, ma non sa che quando il gioco si fa duro ... il Genoa comincia a giocare. Del famoso Anfield Road si e' sempre e solo sentito parlare. Il Grifone ha la possibilita' di giocarvi e di espugnarlo. Una scritta che impera all'ingresso della tribuna sulla cancellata nera con punte dorate, stile Buckingam Palace, recita: "You'll never walk alone". E' lo stesso messaggio che i 4.000 supporter rossoblu gridano a squarciagola ai propri beniamini dal loro settore: "Anfield Road Stand-Visitors Seats". L'urlo della Kop e' davvero assordante ma il tifo rossoblu si fa sentire e gli undici "eroi" in capo ne traggono giovamento. Sara' soprattutto nei momenti seguenti al pareggio di Ian Rush ed al conseguente assalto delle truppe rosse che il grido Genoa-Genoa salira' alto ad incitare Braglia (eroe della serata) e compagni. La cronaca e' superfluo ricordarla. Ogni genoano difficilmente dimentichera' quella serata: da quando Signorini e compagni salirono i tre mitici gradini degli spogliatoi sovrastati dal minaccioso messaggio "This is Anfield Road" fino al balletto dell'<> Spinelli sotto la gradinata su cui sventolavano i vessilli rossoblu mentre dalla Kop si levava sportivissimo il grido Genoa-Genoa come in una sorta di gemellaggio tra i tifosi piu' "caldi" d'Inghilterra e quelli piu' "inglesi" d'Italia. "Genoa antiche emozioni"; "Genoa da impazzire"; "Genoa la storia siamo noi"; "Genoa conserva questa notte": ecco alcuni titoli che apparvero sui giornali il giorno dopo la storica impresa. Prima ed unica squadra italiana ad aver espugnato l'Anfield Road: ecco cosa ha significato la doppietta di Pato Aguilera per il 2-1 finale. Ed un altro dato rese quei momenti davvero unici facendo grande onore al Grifone: nelle due gare contro i "reds" (trasmesse su Rai 1 e Italia 1) rimasero incollati ai teleschermi piu' di 11 milioni di persone (per aiutare nella comprensione del dato puo' servire sapere che la Samp nelle due gare del girone finale di Coppa Campioni raggiunse la cifra di 7 milioni). Trascorso qualche giorno per valutare a freddo l'eccezionalita' del fatto, i tifosi rossoblu e l'ambiente tutto incominciano a pensare che vincere la Coppa Uefa non sia piu' una chimera. I nomi delle altre tre protagoniste rimaste in gara sono davvero importanti, ma questo Genoa ormai non teme nessuno. Torino, Real Madrid e Ajax di Amsterdam. Molti, compreso Bagnoli che stranamente si sbilancia, sperano nell'accoppiamento con l'Ajax, ma a posteriori lo stesso mago della Bovisa se ne pentira', scoprendo che i "lanceri" allenati da Van Gaal sono una delle migliori realta' europee, probabilmente superiori allo stesso Real Madrid (ma questo non lo sapremo mai). Il sorteggio proporrebbe la semifinale di andata in terra olandese ma a causa dei "cugini" impegnati in Coppa Campioni, il primo match si disputa al Ferraris. Come sottolinea Bagnoli questo e' un fatto negativo, ma non sara' l'unico. Al Genoa, se i problemi non arrivano dall'esterno, ci se li crea all'interno. Accade cosi' che il 31 marzo, vigilia del match di andata delle semifinali, scoppia, come un fulmine a ciel sereno (ma era cosi' sereno il cielo, ovvero lo spogliatoio rossoblu...?), la grana dei premi. I giocatori rinchiusi nello spogliatoio di Pegli redigono un comunicato di protesta invece di allenarsi; Bagnoli recita alla perfezione la parte di Ponzio Pilato avendo gia' deciso di lasciare il Genoa a fine stagione (addirittura avrebbe gia' firmato un accordo con l'Inter); Spinelli si infuria e invece di imporre la propria autorita' si fa trascinare nella "querelle" a suon di battute e risposte. Tutto nascerebbe (e' d'obbligo usare il condizionale anche se ormai la storia e' caduta in prescrizione) da una dichiarazione in cui Spinelli sbandiererebbe cifre percepite dai giocatori rossoblu in qualita' di premi per le gare europee. In un comunicato rigorosamente anonimo (e' questa la cosa che piu' fa infuriare Spinelli) la squadra smentisce talune cifre precisando che l'introito dei 17 giocatori della rosa e' stato la divisione di 1.100 milioni. "No - replica Spinelli - Finora il costo dei premi delle gare di Uefa e' stato per la societa' pari a 2.400 milioni, in aggiunta ai 1.700 per l'ammissione alla Coppa Uefa". In quel martedi' 31 marzo, mentre al Genoa giocano un gustoso ping-pong, gli olandesi si allenano a Marassi (nelle stesse ore pomeridiane) preparando schemi e movimenti per l'incontro del giorno seguente. Arrivano le 20.30 del mercoledi', 1 aprile 1992. Sulle gradinate il solito tifo colorato e i tifosi, che a dir la verita' non ci hanno capito molto, pensano, o vogliono pensare, piu' ad un "pesce d'aprile" piuttosto che ad una reale, grottesca storia da Grifo. Non c'e' molto tempo per pensare, pero'. La nebbia dei fumogeni non si e' ancora del tutto diradata quando l'Ajax e' gia' in vantaggio grazie ad una incornata di Pettersson, complice una indecisione di Braglia, su preciso cross di Van't Schip. Un pensiero comune sorge nelle menti dei 40.000 ammutoliti: "Lo sapevo !". Una domanda pero' non trova risposta: "Di chi e' il gol ? Di Pettersson o piuttosto e' il frutto delle discussioni del giorno prima ?". Resta il fatto che il Genoa si trova sotto dopo un minuto, in una condizione psicologica tutt'altro che semplice. Il pubblico pero' non abbandona i propri beniamini; non sarebbe giusto: "Nonostante tutto - si ripetevano per autoconvincersi i presenti al Ferraris - siamo sempre in semifinale". Il Genoa reagisce; va all'attacco ma nell'azione piu' limpida per raggiungere il pareggio, colpisce il palo interno con Skuhravy. Se e' vero che la fortuna e' cieca e' anche vero che la sfortuna ci vede benissimo ed infierisce sul Grifone che se l'e' andata a cercare. In una serata davvero strana, anche le fasi che hanno portato al raddoppio olandese non sono del tutto comprensibili. Signorini salva prima una gran palla sulla linea di porta e poi alza inspiegabilmente il braccio destro (invocava un time-out ?) mentre Roy appoggia comodamente in rete il pallone deliziosamente regalatogli. Ma il pubblico rossoblu ha davvero una gran fede. Continua commoventemente ad incitare Aguilera e compagni. E proprio il Pato da' il "La" alla riscossa genoana siglando una doppietta che pareggia le sorti dell'incontro. Il 2-2 interno non e' certo un risultato auspicabile a priori, ma averlo ottenuto dopo essere stati sullo 0-2 e' come resuscitare dopo una morte crudele. E' il 35' della ripresa e i tifosi genoani di emozioni ne hanno gia' vissute fin troppe. Ma Bagnoli, fedele alla sua filosofia, che in altre circostanze aveva portato al Genoa frutti insperati, inserisce Iorio al posto di Torrente. Parrebbe una semplice sostituzione se non fosse proprio l'uscita del terzino a sconbinare l'assetto difensivo del Genoa lasciando al "colored" Winter un corridoio largo come un'autostrada: direzione terzo gol. Il Grifone e' virtualmente fuori dall'Europa, ma ottiene due risultati positivi in campionato e parte alla volta di Amsterdam convinto che nulla sia impossibile nel calcio (anche se l'assenza di Aguilera per squalifica riduceva quel "nulla" a "poco"). I fans genoani, intanto, organizzano un'altra trasferta di massa, dimostrando un incredibile affetto verso la casacca rossoblu. Un'altra carovana per seguire il Genoa nel cuore dell'Olanda dopo aver attraversato Svizzera, Germania e buona parte dei Paesi Bassi. Amsterdam e' invasa dai genoani che, al di la' del risultato della propria squadra, trovano motivo di consolazione nella "godereccia" Venezia del Nord. Lo stadio Olimpico di Amsterdam (paragonabile per fatiscenza al mitico "La Colombe" di Parigi in cui furono anche girate alcune scene del film "Fuga per la vittoria") e' stracolmo di gente ed i 5.000 supporters rossoblu sono posizionati nella "Onoverdekte Zitplaats", sovrastati da una monumentale statua rappresentante un uomo che compie il classico gesto dell'ombrello con le braccia levate al cielo. Davvero una calorosa accoglienza. Il disegnpo tattico della gara, Bagnoli lo conosce a memoria. Chiusi in difesa e sperare nel contropiede. Andare in vantaggio significherebbe mettere in grave crisi gli avversari. Il tutto avviene puntualmente, ma al momento di controllare la gara e cercare, senza scoprirsi, di mettere a segno il secondo e decisivo gol, i rossoblu commettono una grave disattenzione: calciano frettolosamente una punizione a favore e lasciano involare Jonk tutto solo verso la porta. Il tiro e' secco, Braglia ci arriva, ma il piu' veloce a raggiungere la palla e' Bergkamp (i due olandesi devono aver impressionato davvero Bagnoli, il quale li ha fatti acquistare entrambi per la sua Inter) che pareggia il gol di Iorio e pone fine alle speranze rossoblu di finale europea. L'avventura europea del Grifone si chiude con i giocatori rossoblu sotto la curva dei propri tifosi a ringraziarli per lo straordinario affetto e la masochistica fiducia. Dall'esordio di Oviedo sono passati otto lunghi ed indimenticabili mesi. Nella lunga storia di una grande societa' come Milan o Juventus, non significherebbero nulla, ma nei cento bizzarri anni del Grifone, questi otto mesi saranno ricordati a lungo come il Genoa Tour in Europa.
I TABELLINI DELLE GARE EUROPEE
Oviedo, 19 settembre 1991 Trentadueesimi And. Real Oviedo - Genoa 1 - 0 ( 0 - 0 ) Marcatore: Bango al 44' del p.t.. REAL OVIEDO: Viti, Zuniga, Gorriaran, Luis Manuel, Jerkan, Elcacho, Berto, Bango (Paco dal 20' della ripresa), Vinals, Carlos, Lacatus (Jankovic dal 29' della ripresa). (12 Sanudo, 13 Zubeldia, 16 Sarriugarte). All.: Irureta. GENOA: Braglia, Torrente, Ferroni (Fiorin dal 40' della ripresa), Eranio, Caricola, Signorini, Ruotolo (Pacione dal 40' della ripresa), Bortolazzi, Aguilera, Skuhravy, Onorati. (12 Berti, 13 Collovati, 14 Fortunato). All.: Bagnoli. Arbitro: Fredriksson (Svezia) Genova, 3 ottobre 1991 Trentadueesimi Rit. Genoa - Real Oviedo 3 - 1 ( 1 - 1 ) Marcatori: Skuhravy al 20', Carlos al 37' del p.t., Caricola al 28', Skuhravy al 44' della ripresa. GENOA: Braglia, Torrente (Fortunato dal 25' della ripresa), Branco, Ferroni (Cecchini dal 33' della ripresa), Caricola, Signorini, Ruotolo, Bortolazzi, Aguilera, Skuhravy, Fiorin. (12 Berti, 13 Collovati, 15 Bianchi). All.: Bagnoli. REAL OVIEDO: Viti, Zuniga, Gorriaran, Jerkan, Sanudo, Rivas, Berto, Bango (Vinals dal 29' della ripresa), Elcacho, Carlos (Paco dal 29' della ripresa), Lacatus. (12 Fernandez, 13 Zubeldia, 16 Sarriugarte). All.: Irureta. Arbitro: Schmidhuber (Germania). Genova, 23 ottobre 1991 Sedicesimi And. Genoa - Dinamo Bucarest 3 - 1 ( 2 - 0 ) Marcatori: Aguilera al 15', Branco al 22' del p.t., Aguilera, su rig., al 14', Signorini (aut.) al 43' del s.t. GENOA: Braglia, Ferroni, Branco, Eranio, Caricola, Signorini, Ruotolo, Bortolazzi, Aguilera, Skuhravy, Onorati. (12 Berti, 13 Collovati, 14 Bianchi, 15 Fiorin, 16 Pacione). All.: Bagnoli. DINAMO BUCAREST: Stelea, Kadar, Pana M., Mihali, Dobos (Atomulesei dal 19' della ripresa), Matei, Munteanu, Gerstenmajer, Cheregi, Pana C., Moga (Scinteie dal 28' della ripresa). (12 Cimpeanu, 14 Cristea, 16 Prisaceanu). All.: Halagian. Arbitro: Sundell (Svezia). Bucarest, 6 novembre 1991 Sedicesimi Rit. Dinamo Bucarest - Genoa 2 - 2 ( 0 - 1 ) Marcatori: Matei (aut.) all'8' del p.t., Aguilera all'8', Gerstenmajer al 23', Cristea al 44' della ripresa). DINAMO BUCAREST: Stelea, Kadar (Atomulesei dal 16' della ripresa), Selimesci, Matei, Cristea, Cheregi, Munteanu, Gerstenmajer, Moga, Pana C. (Mihaescu dal 1' della ripresa), Demollari. (12 Cimpeanu, 13 Dobos, 15 Pana M.). All.: Halagian. GENOA: Braglia, Torrente, Branco, Eranio, Caricola, Signorini, Ruotolo, Bortolazzi, Aguilera, Skuhravy, Onorati. (12 Berti, 13 Bianchi, 14 Ferroni, 15 Fiorin, 16 Pacione). All.: Bagnoli. Arbitro: Lewis (Inghilterra) Bucarest, 27 novembre 1991 Ottavi And. Steaua Bucarest - Genoa 0 - 1 ( 0 - 1 ) Marcatore: Skuhravu al 21' del p.t.. STEAUA BUCAREST: Stingaciu, Cristescu, Ungureanu, Mirea, Gilka, Bucur, Vladoiu (State dal 14' della ripresa), Dumitrescu, Marian Popa, Panduru, Stan. (12 Gherasim, 14 Munteanu, 15 Minea). All.: Jenei. GENOA: Berti, Torrente, Branco (Fiorin dal 40' della ripresa), Eranio, Caricola (Ferroni dal 18' della ripresa), Collovati, Ruotolo, Bortolazzi, Aguilera, Skuhravy, Onorati. (12 Ghizzardi, 13 Corrado, 16 Bianchi). All.: Bagnoli. Arbitro: Soriano Aladren (Spagna). Genova, 11 dicembre 1991 Ottavi Rit. Genoa - Steaua Bucarest 1 - 0 ( 0 - 0 ) Marcatore: Aguilera al 16' della ripresa. GENOA: Braglia, Torrente, Fiorin, Eranio, Collovati (Bianchi dal 46' della ripresa), Signorini, Ruotolo, Bortolazzi, Aguilera (Corrado dal 43' della ripresa), Skuhravy, Onorati. (12 Berti, 14 Ferroni, 16 Cecchini). All.: Bagnoli. STEAUA BUCAREST: Stingaciu, Panait, Ungureanu, Mirea, Gilka, Bucur, Andrasi, Dumitrescu, Popa (state dal 30' della ripresa), Panduru, Stan. (12 Gherasim, 13 Bumbescu, 14 Minea, 16 Cristescu). All.: Jenei. Arbitro: Marko (Cecoslovacchia).
Genova, 4 marzo 1992 Quarti And. Genoa - Liverpool 2 - 0 ( 1 - 0 ) Marcatori: Fiorin al 39' del p.t., Branco al 43' della ripresa. GENOA: Braglia, Torrente, Branco, Eranio, Collovati, Signorini, Ruotolo, Bortolazzi, Aguilera, Skuhravy, Fiorin (Onorati dal 24' della ripresa). (12 Berti, 13 Corrado, 14 Ferroni, 16 Cecchini). All.: Bagnoli. LIVERPOOL: Hooper, R. Jones, Burrows, Nicol, Wright, Marsh, Saunders, Houghton, Walters (Venison dal 38' della ripresa), Molby, McManaman. (12 Redknapp, 15 B. Jones, 16 Hutchison). All.: Souness. Arbitro: Forstinger (Austria). Liverpool, 18 marzo 1992 Quarti Rit. Liverpool - Genoa 1 - 2 ( 0 - 1 ) Marcatori: Aguilera al 27' del p.t., Rush al 4', Aguilera al 27' della ripresa. LIVERPOOL: Hooper, R. Jones (Venison dal 19' della ripresa), Burrows, Nicol, Moelby, Wright (Tanner dal 16' del p.t.), Saunders, Marsh, Rush, Barnes, Mcmanaman. (12 Redknapp, 16 Harkness, 17 Holcroft). All.: Souness. GENOA: Braglia, Torrente, Branco, Eranio, Collovati, Signorini, Ruotolo, Bortolazzi, Aguilera (Caricola dal 40' della ripresa), Skuhravy, Onorati (Fiorin dal 33' della ripresa). (12 Berti, 13 Ferroni, 16 Iorio). All.: Bagnoli. Arbitro: Van den Wijngaert (Belgio).
Genova, 1 aprile 1992 Semifinali And. Genoa - Ajax Amsterdam 2 - 3 ( 0 - 1 ) [video] Marcatori: Pettersson al 1' del p.t., Roy al 16', Aguilera al 28' e al 35', Winter al 44' della ripresa. GENOA: Braglia, Torrente (Iorio dal 40' della ripresa), Branco, Eranio, Caricola, Signorini, Ruotolo, Bortolazzi, Aguilera, Skuhravy, Onorati (Ferroni dal 13' della ripresa). (12 Berti, 13 Collovati, 15 Fiorin). All.: Bagnoli. AJAX AMSTERDAM: Menzo, Blind, Alflen, Jonk, De Boer, Winter, Van't Schip (Vink dal 38' della ripresa), Kreek, Pettersson, Bergkamp, Roy. (12 Van der Sar, 13 Petersen, 15 Van Loen, 16 Groenendijk). All.: Van Gaal. Arbitro: Nielsen (Danimarca). Amsterdam, 15 aprile 1992 Semifinali Rit. Ajax Amsterdam - Genoa 1 - 1 ( 0 - 1 ) [video] Marcatori: Iorio al 38' del p.t., Bergkamp al 2' della ripresa. AJAX AMSTERDAM: Menzo, Silooy, Jonk, De Boer (Vink dal 29' della ripresa), Van't Schip, Kreek, Pettersson, Bergkamp, Roy (Van Loen dal 34' della ripresa). (12 Van der Sar, 16 Davids, 17 Alflen). All.: Van Gaal. GENOA: Braglia, Collovati, Branco, Eranio, Caricola, Signorini, Ruotolo (Fiorin dal 32' della ripresa), Bortolazzi, Iorio, Skuhravy, Ferroni (Onorati dal 32' della ripresa). (12 Berti, 13 Bianchi, 16 Cecchini). All.: Bagnoli. Arbitro: Biguet (Francia).
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