Mondiali 2018: la Francia è la prima finalista

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L’uomo della provvidenza è un camerunense naturalizzato francese, si chiama Samuel Umtiti, classe 1993, difensore del Barcellona: un suo colpo di testa su corner calciato da destra da Griezmann, anticipando Fellaini ed inchiodando Courtois, ha regalato ai “blues” la terza finale mondiale della storia, dopo quelle del 2006, quando trionfò l’Italia e quella del 1998, quando Zidane e compagni superarono in finale il Brasile, trascinati da una doppietta di un altro difensore, Liliam Thuram, guarda la combinazione…

Il Belgio si ferma ancora una volta, come trentadue anni fa, quando Maradona con una doppietta eliminò e spense i sogni di Pfaff, Gerets, Scifo, Ceulemans, questa volta a non farcela è una formazione brillante ed infarcita di talenti, su tutti la stella di Hazard, che ha dovuto arrendersi alla pragmaticità dell’undici allestito da Deschamps, che domenica nell’atto conclusivo a Mosca cercherà di entrare nella storia come vincitore di un mondiale sia da giocatore che da allenatore, come successo finora al brasiliano Zagalo ed al tedesco Beckenbauer.

Gli uomini di Martinez hanno approcciato meglio la partita, nella fase iniziale Pogba e compagni sono stati costretti a rintuzzare una manovra belga avvolgente che dava pochi punti di riferimento. Sostituito a sorpresa lo squalificato Meunier con Dembelé, Chadli è stato dirottato a destra, con Witsel e Fellaini in mezzo e De Bruyne ed Hazard incursori alle spalle di Lukaku.  Proprio il talentuoso dieci belga dopo un quarto d’ora ha fatto venire i brividi a Lloris, con un sinistro fuori di poco e la supremazia dei rossi veniva certificata poco dopo ancora da un sontuoso spunto di Hazard, liberatosi di Pavard ed al tiro sotto la traversa, rintuzzato in corner dalla testa di Varane anticipando l’intervento di Lloris, con il numero uno transalpino strepitoso poco dopo nella parata plastica ma salva risultato sulla girata a centro area dell’incursore Alderwireld, che ha ricordato quella di pochi giorni prima decisiva sull’uruguaiano Caceres.

Da questo momento i francesi hanno poco a poco preso possesso del centrocampo, con l’ottimo lavoro in fase di contenimento di Pogba e Matuidi supportati dall’inesauribile Kanté, mentre tra i belgi se Chadli era bravo a cantare e portare la croce , Witsel e Fellaini non riuscivano ad andare al di là del compitino, De Bruyne non era in una delle sue migliori giornate e soprattutto Dembelé era molto impreciso e mal supportava il genio di Hazard, con Lukaku mai in partita, chiuso nella morsa Varane-Umtiti. Dopo una lunga fase di assenza iniziale Griezmann  arretrava ed entrava nel vivo della manovra , creando gli spazi per le accelerazioni e le intuizioni di Mbappé, che si accendeva ed inventava per l’arrembante Pavard , murato in corner dall’ottimo Courtois, che con il ginocchio salvava la prima chiara palla gol francese. Giroud, a differenza di Lukaku, aveva sì le polveri bagnate (fin qui nessun gol per lui al mondiale) ma si buttava su tutte le palle vaganti, costringendo spesso Kompany ed un compagno a rintuzzarlo, liberando quindi spazi per gli avversari.

Proprio da una girata all’altezza del dischetto del centravanti in avvio di ripresa, stornata in corner da Kompany, nasceva il gol partita: il piedino fatato di Griezmann, già decisivo nel servire Varane che sbloccò contro l’Uruguay, scodella la sfera da corner battuto da destra dove all’altezza dell’area piccola Umtiti brucia  Witsel e Fellaini, i “Cugini di campagna” belgi, e non lascia scampo a Courtois, per la rete che proietterà la Francia in finale.

De Bruyne e compagni avrebbero ancora quasi un tempo per recuperare, Martinez dopo un quarto d’ora rileva l’insufficiente Dembelé per Mertens, che si posiziona a destra per crossare a beneficio dei compagni e da un’iniziativa del napoletano, comunque entrato non benissimo in partita, nasce a metà ripresa l’occasione per Fellaini, che di testa manda di poco a lato, contrastato alla grande da Varane che insieme ad Umtiti erige una muraglia davanti a Lloris, chiamato all’intervento solo da una battuta da fuori di Witsel troppo centrale. Pavard, che nel primo tempo aveva sofferto più volte Hazard, prende le misure al talentuoso belga, che nel corso della partita limita la qualità delle sue giocate, anche perché viene contrato e seguito a lungo da Pogba, che gioca una partita di puro sacrificio al pari dell’utilissimo e tatticamente fondamentale Matuidi, sostituito nel finale da Tolisso.

Mbappé tiene sempre sul chi vive Verthongen con le sue accelerazioni e Griezmann gestisce da fuoriclasse puro tante situazioni nella fase più calda, rientrando molto e regalando momenti di vitale tranquillità ai suoi compagni della difesa; la Francia arriva al novantesimo senza grandi sofferenze, anche l’ingresso di Carrasco tra i belgi per Fellaini non sposta gli equilibri, Deschamps si cautela inserendo i centimetri di N’Zonzi, decisivo nel ribattere una palla avvelenata davanti a Lloris, per l’esausto ma fondamentale Giroud. E nel recupero è bravo Courtois , con i suoi compagni riversati in attacco impedisce il raddoppio, prima a Griezmann e soprattutto al nuovo entrato Tolisso, smarcato da una grande giocata di Pogba.

Al triplice fischio dell’uruguaiano Cunha, appena sufficiente anche per aver negato una punizione evidente ai belgi dal lilmite nella ripresa, esplode la panchina come un tappo del miglior champagne, con Deschamps raggiante per aver portato la squadra più giovane del mondiale a giocarsi l’atto finale.