Mondiali 2018: il commento di Francia-Uruguay e Belgio-Brasile

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La sindrome di Karius colpisce anche Muslera e toglie significato all’ultima mezz’ora di Francia-Uruguay. La battuta dai 25 metri di Griezmann e’ potente ma centrale , l’ex portiere laziale mette le mani anziché i pugni e la sfera , neanche fosse uno di quei super tele con cui giocavamo da bimbi, si infila nel sacco decretando di fatto la fine del match.
Una primo tempo molto tattico , con la Francia superiore dal punto di vista del possesso ma incapace di penetrare nella munita e granitica linea uruguagia, con gli orfani di Cavani sempre dietro la linea della palla .
I galletti giocano troppo sotto ritmo per fare solo il solletico a Godin e compagni poi al 40′ Griezmann disegna una parabola perfetta al centro del dischetto e Varane prende il tempo a tutti e la sblocca con un’incornata.
La reazione sudamericana e’ immediata e Lloris e’ straordinario prima dell’intervallo ad allungarsi sulla capocciata di Caceres destinata all’angolo basso.
Sarà l’unico e ultimo acuto offensivo dell’undici di Tabarez, incapace di organizzare la reazione specie dopo la mazzata del raddoppio .
Troppo pesante l’assenza di Cavani rilevato da un inadeguato Stuani anche Suarez si è visto poco stretto nella morsa Varane-Umtiti.
La squadra di Deschamps ci e’ parsa formazione completa e ben assemblata e si candida per la conquista del titolo: Lloris e’ stato un gatto nell’occasione che poteva cambiare il corso della partita , Varane decisivo nello scardinare un match bloccatissimo, sono piaciuti i due esterni difensivi Pavard ed Hernandez, positivi nelle due fasi di gioco.
A centrocampo Kante’ di lotta e di governo ha beneficiato della crescita costante di un Pogba maturato e più continuo oltre che disciplinato tatticamente.
In attacco gran lavoro di Giroud a battagliare con Godin e Gimenez e maestro nel far salire la squadra , dove Griezmann ha messo in mostra talento e maturita’ a differenza del non ancora ventenne Mbappe che dopo gli elogi sperticati post Argentina non e’entrato in partita , lasciandosi anzi andare ad un paio di giocate e gesti inutilmente irridenti nei confronti degli sconfitti : Deschamps sostituendolo nel finale saprà spiegargli al meglio come diventare grande…
Salutiamo l’Uruguay del maestro Tabarez, contro i galletti visti ieri c’era poco da fare come ammesso dal tecnico nel dopo partita : rimarrà il rimpianto di non averla potuta giocare con lo straordinario Cavani in campo ma la straordinaria abnegazione e l’attaccamento alla “camiseta” dei vari Torreira, Laxalt, di Capitan Godin, di Gimenez, del sette polmoni Nandez di Vecino ci resteranno negli occhi a lungo

Rotola Neymar ed insieme a lui rotola una squadra , una torcida, una nazione , infilata dal pragmatico e talentuoso Belgio di Martinez.
Anche sfortunati i verde-oro partiti bene all’alba del match, con il montante a ricacciare in gola l’urlo del gol a Thiago Silva in libera uscita nell’area avversaria , sul corner di Neymar.
Pochi minuti dopo , nell’area opposta , la maldestra deviazione di Fernandinho, sostituto dello squalificato Casimiro (quanto e’ mancato il madridista. ..) ha mandato avanti i belgi alla prima occasione e dopo un paio di situazioni convulse davanti a Courtois risolte da stinchi e garretti dei diavoli rossi è arrivata la grande giocata del gigante Lukaku, che ha fatto a fette la linea centrale brasiliana servendo lateralmente per quel grandissimo centrocampista di nome De Bruyne che dai 22 metri ha esploso un destro di rara bellezza e precisione, con il cuoio che e’ andato ad infilarsi nell-unico angolo dove Alisson non poteva arrivare : Brasil sotto di due reti alla mezz’ora.
Intanto mentre Neymar si imtestardiva nella sua solita partita personale contro avversari ed arbitro e Gabriel Jesus per l’ennesima volta dimostrava tutta la sua incapacità realizzativa, dilapidando di testa davanti a Courtois , Hazard dispensava giocate sopraffine unite a ripiegamenti e ripartenza, De Bruyne era il miglior uomo in campo e Lukaku era la pubblicità del centravanti moderno.
Nella ripresa Company, ieri monumentale e compagni facevano l’errore di abbassarsi troppo di fronte ad un Brasile rivoluzionato da Tite, l’ingresso di Douglas Costa e Firmino per il deludente Willian e l’impresentabile Jesus cambiano decisamente la dinamica della partita.
Prima della sostituzione Gabriel Jesus fa l’unica giocata degna del suo pessimo mondiale , va via in tunnel ed abbattuto fallosamente davanti a Courtois : sembra rigore ma il Var decide diversamente , non trovandoci assolutamente d’accordo.
La concessione di quel penalty ad inizio ripresa avrebbe potuto far perdere certezze ai belgi che si stringono e si compattano per rintuzzare le folate dei brasiliani feriti , che non vogliono lasciare la Russia anticipatamente.
La testata di Renato Augusto , entrato poco prima, servito con il contagiri da Coutinho, ci fa vivere un quarto d’ora finale palpitante, Douglas Costa imperversa a destra , Courtois e’ una palla di gomma , Neymar finalmente entra in partita e semina il panico , Firmino ha un altro peso offensivo…. barcolla la navicella belga e si compatta intorno a Company, con Witsel e soprattutto Fellaini straordinari frangiflutti davanti alla difesa.
E nel recupero il miracolo di Courtois che allunga i suoi quasi due metri per cavare da sotto l’incrocio il destro chirurgico di Neymar certifica la storica vittoria del l’undici di Martinez che incrocera’ in semifinale la Francia per un match che martedì si candida ad essere quanto di più bello il panorama calcistico possa offrire.
Il Brasile esce dopo la sua miglior partita , e’stato anche sfortunato ma “chapeau” davanti ai Diavoli rossi ed alla classe di Hazard, alla completezza di De Bruyne, alla strapotenza dì Lukaku ed alla reattività e tranquillità del grande Courtois.