Mondiali 2018: i commenti a Inghilterra-Svezia e Croazia-Russia

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Marco Ferrera ci racconta gli ultimi due quarti di finale dei Mondiali di Russia 2018

COMMENTO SU INGHILTERRA-SVEZIA

Il Times era uscito sabato con una prima pagina geniale: come battere la Svezia, con un foglio di istruzioni stile Ikea per “smontare” la granitica formazione scandinava.

Ebbene la squadra di Southgate è riuscita nell’impresa, nel quarto meno spettacolare tra quelli di Russia 2018 ma in cui l’undici britannico ha calato la maschera, mostrando grande maturità e pazienza per scalfire il fortino svedese, ad onta della giovane età dei suoi componenti. Dopo ventotto anni i “bianchi leoni” entrano tra le prime quattro del mondo e visto che l’appetito vien mangiando chissà non possano ripetere l’impresa di cinquantadue anni fa, quando Charlton e compagni la Coppa Rimet la vinsero a Wembley, sotto gli occhi della Regina.

Una partita inizialmente a scacchi quella di sabato pomeriggio a Samara, nessun  episodio degno di rilievo nella prima mezz’ora poi, dopo una conclusione a lato di Kane, alla mezz’ora il match si sblocca: corner da sinistra di Young, a nostro avviso migliore in campo insieme a Pickford, stacco imperioso di Maguire che brucia l’impalpabile Forsberg e di testa infila nell’angolo basso. Ci si attende una reazione svedese ed invece sono gli inglesi che prima dell’intervallo sciupano un’occasione colossale con Sterling che addomestica da campione una geniale verticalizzazione di Henderson ma poi si impappina, come spesso gli capita, davanti a Olsen fallendo il raddoppio.

Rientrati in campo diventa subito protagonista e decisivo Pickford, reattivo a togliere dall’angolo basso alla sua sinistra l’incornata di Berg  , gli inglesi riprendono pazientemente la loro manovra avvolgente ed il loro possesso palla e Lingard è geniale a pescare Dele Alli , fino a quel momento piuttosto anonimo, al di là di una linea difensiva svedese non irreprensibile ,  con Krafth che si dimentica la diagonale ed il trequartista del Tottenham incorna senza problemi la palla del raddoppio.

La reazione svedese è piuttosto blanda anche se Pickford certifica che gli inglesi hanno trovato un portiere, opponendosi prima a Claesson e nel finale a Berg, gli unici sufficienti insieme a Granqvist nella negativa giornata svedese, con Forsberg e Toivonen deludenti e mai incisivi, con Augustinsson in perenne difficoltà contro Trippier e Lingard ed Ekdal autore di una prova davvero impalpabile.

La banda di Southgate è piaciuta nel suo complesso , con un portiere affidabile come Pickford, già decisivo nei rigori contro la Colombia, una difesa a tre dove Walker appare l’anello debole in fase difensiva per alcune sue amnesie a differenza di Stones e Maguire, bravi non solo a difendere ma anche a trovare il gol, con le proiezioni tipiche del calcio anglosassone, con il difensore del Leicester grande protagonista di giornata con il primo gol in nazionale.

Le fasce laterali sono splendidamente presidiate da Trippier, pendolo inesauribile e dotato di un educato piede destro e da Ashley Young, autore di novanta minuti a tutto tondo contro gli svedesi, a centrocampo la sagacia tattica e la saggezza di Henderson si integrano alla perfezione con i due interni-trequartisti , Lingard continuo e propositivo e un Dele Alli fin qui latitante ed a volte avulso dalla manovra, cui la rete potrebbe regalare quella fiducia necessaria a liberarne l’estro innato.

In attacco il bomber Kane, stavolta all’asciutto, sa lavorare molto anche per la squadra ed è comunque una garanzia assoluta e ci si attende il definitivo salto di qualità da Sterling, devastante in partenza e nelle accelerazioni ma poi incapace di tradurre in rete le sue giocate. Mercoledì  a Mosca contro  la Croazia i sudditi di sua maestà sono chiamati a riscrivere la storia , per conquistare cinquantadue anni dopo Gordon Banks, Bobby Moore, Bobby Charlton , Nobby Stiles e Geoff Hurst una finale mondiale.

COMMENTO A CROAZIA-RUSSIA

I croati eguagliano il team di vent’anni fa, quando i Suker, i Boban , i Prosinecki condussero quella formazione alla semifinale del mondiale di Francia, sconfitti dai padroni di casa con la doppietta di Thuram dopo il vantaggio di Suker. Questa volta troveranno gli inglesi sulla strada verso la finale, dove magari potrebbero proprio incrociare i “galletti” per una succosa rivincita.

Altro passaggio di turno sofferto e deciso solo ai calci di rigore: dopo la Danimarca è toccato ai padroni di casa , la sorprendente Russia di Cherchesov, arrendersi a Modric e compagni. La Croazia già contro i danesi non era apparsa brillante come nella prima fase ed anche l’altra sera non ha entusiasmato contro una formazione decisamente più modesta ma che ha sfiorato la grande impresa che avrebbe fatto impazzire l’arena di Sochi, che ha sospinto Golovin e compagni per l’intero incontro.

Solita Russia molto bloccata all’indietro come contro la Spagna e croati che prendono il pallino in mano senza però impensierire Akinfeev, Dzyuba è il terminale offensivo pronto a far salire la squadra e da una sua sponda chiusa con Cheryshev arriva subito dopo la mezz’ora la splendida incursione dell’esterno che esplode da trenta metri un sinistro chirurgico che va ad insaccarsi nell’angolo alto destro dell’incolpevole Subasic, per una delle reti più belle viste nel mondiale.

La Fist arena esplode in un boato impressionante per l’insperato vantaggio, per alcuni minuti i croati patiscono il colpo e sembrano alle corde, Mario Fernandes è un pendolino inarrestabile sulla destra ma la troppa esuberanza ed una mancata copertura costa prima dell’intervallo il pareggio: Mandzukic serve da sinistra per l’accorrente Kramaric che di testa pareggia.

La ripresa inizia sulla stessa falsariga della prima frazione, la Russia si rintana ulteriormente e la Croazia alza il livello qualitativo delle proprie giocate, Perisic coglie un palo interno clamoroso dopo un quarto d’ora , poco prima di essere sostituito dal suo compagno dell’Inter , Brozovic, i russi sembrano alle corde, Cherchesov compie a mio avviso l’errore di sostituire in successione due protagonisti come Cheryshev e Dzyuba oltre a Golovin, autore di una prestazione incolore ma comunque sempre capace di trovare la giocata giusta. I sostituti non valgono i compagni usciti e comunque la partita arriva ai supplementari, con il portiere Subasic che si infortuna proprio nel finale.

A questo punto Dalic, tecnico croato, si trova in grande difficoltà: è consentito il quarto cambio ma anche Mandzukic non sta bene e Vrsaliko finisce ko. L’ex laterale del Genoa è quello messo peggio e viene rilevato da Corluka, con Subasic e Mandzukic costretti a restare in campo. A quel punto, quando l’inerzia del match sembra pendere per ragioni fisiche dalle parti dei padroni di casa, arriva dopo cento minuti l’incornata di Vida , con la sua chioma bionda che svetta nell’area affollata a sfruttare al meglio la battuta di Modric dalla bandierina. Sembra davvero finita ma il grande cuore della Russia, risucchiata in avanti dal boato del pubblico, produce a cinque minuti dal 120’ la rete del pari , firmata forse dal migliore dei suoi, quel Mario Fernandes sfiancatosi in un continuo lavoro sulla destra e provvidenziale nel suo inserimento sulla punizione calciata nel cuore dell’area da Dzagoev.

Tremano le strutture dello stadio per l’urlo dei russi che credono nel miracolo, gli ultimi cinque minuti sono vietati ai deboli di cuore, gli uomini in campo sono sfiniti ma si cerca di evitare la lotteria dei rigori che invece arriva e premia i croati, con la battuta decisiva di Rakitic, come contro i danesi e con gli errori di Smolov, che si fa respingere il tiro dallo stoico Subasic, di Kovacic e proprio di Mario Fernandes che ciabatta maldestramente sul fondo , infrangendo i sogni di una nazione intera.

Contro l’undici di Southgate i croati dovranno ritrovare la brillantezza e la fluidità di manovra messa in mostra contro l’Argentina, ridicolizzata nella fase iniziale: Perisic e Rebic hanno perso in brillantezza, Modric rimane la stella ma ha avuto qualche battuta a vuoto peraltro condivisibile, al pari di Rakitic e dello stesso Mandzukic, che ha terminato sfinito ed acciaccato la partita. Dalic che perderà sulla destra l’infortunato Vrsaliko, con inserimento di Corluka e spostamento a destra di Vida, dovrà essere bravissimo a ricaricare fisicamente i suoi dopo le maratone contro danesi e russi che hanno regalato la semifinale ma che sono costate parecchio sia fisicamente che mentalmente.