La Sampdoria e il derby dei rimpianti

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Giampaolo deluso (Fonte: sampdoria.it)
Giampaolo deluso (Fonte: sampdoria.it)

Un derby gonfio di rimpianti, quello della Sampdoria. Chiaro, se il calcio fosse il pugilato, la vittoria non sarebbe potuta sfuggire. Chiaro altresì che l’intervento di Rigoni su Praet nella ripresa puzzava di rigore lontano un miglio. Onore al merito per un undici che sino alla fine ci ha provato, senza lesinare energie, opposta ad una squadra dedita soltanto ad una strenua difesa e raggrumata attorno al proprio portiere. Cotro la muraglia genoana si sono infrante, lungo la stagione, le speranze di parecchie compagini, anche quelle più prestigiose, a conferma che trovare il pertugio favorevole in uella selva di gambe è stato improbo non solo per i blucerchiati.

La Sampdoria avrebbe potuto fare di più?

Ciò premesso, occorre chiedersi se la Sampdoria avrebbe potuto fare di più. A livello di atteggiamento e di volontà profusa, la nostra risposta è un chiarissimo “no”: stavolta, contrariamente a parecchie altre gare recenti, Torreira e C. meritano soltanto elogi e non possono essere criticati. Diverso, semmai, è il discorso riguardo alla loro resa pratica. Non esisterà mai la controprova, ma siamo fermamente convinti che la Sampdoria ammirata nel girone di andata avrebbe fatta sua la stracittadina, seppure con sforzo e senza dilagare nel punteggio. Vero che in questo mezzo campionato il Genoa targato Ballardini è cresciuto di tono e di concretezza, ma è indubbio il passo indietro generale compiuto dalla Giampaolo’s Band in tema di brillantezza.

Le differenze sono sotto gli occhi di tutti, a partire dal rendimento di Quagliarella, che due mesi fa abbiamo tutti esaltato, elevandolo al merito di una maglia azzurra. Gli acciacchi non completamente smaltiti (insufficiente il riposo concessogli) e l’avanzare dell’età lo hanno condizionato negativamente, come conferma il suo “stop” in fatto di reti realizzate su azione. A ciò si aggiunga un apporto non sempre elevatissimo di Zapata, anch’egli frenato da qualche guaio fisico: vero che il colombiano nel derby è stato tra i più intraprendenti, ma non si ricordano sue conclusioni pericolose.

D’altronde, se la coppia di bomber gira a regme più basso, iniziano i problemi in una Samp priva di centrocampisti prolifici in zona gol. Giustamente Giampaolo – valutati i regressi sia del titolare Ramirez, sia della sua alternativa Alvarez – sta concedendo fiducia a Caprari nel ruolo di trequartista. Innegabile che l’ex pescrese sia tra da tempo il più brillante tra gli avanti doriani, e sabato lo ha ribadito, ma non basta la prodezza di Bergamo per restituirgli la patente di goleador: il ragazzo, frizzante e propositivo, spesso si smarrisce quando occorre passare all’incasso.

Due parole anche su Torreira. Sabato scorso ha offerto il massimo delle proprie attuali possibilità, che restano ingenti ma risultano in calo rispetto a qualche mese fa. Tutto normale, fisiologico: era impossibile che il campione “mignon” proseguisse su ottave così elevate, anche tenendo conto che gli allenatori avversari hanno imparato a conoscerlo e preparano gabbie particolari per contenerlo.

Infine la difesa. Pesante, a derby in corso, l’uscita di Bereszynski, il solo esterno affidabile: non così Sala, che era e resta soprattutto in mediano né tantomeno Murru (ora in infermeria) e Regini, i due di sinistra, non certo punti di forza. Beninteso, Giampaolo ha le sue ragioni nel definitivo accantonamento di Strinic, dovuto non tanto alla sua scelta ufficiale di sposare il Milan dal prossimo luglio quanto dal suo comportamento, in campo e fuori, La risultanza complessiva però è desolante: sui corridoi esterni la Sampdoria è debolissima e fose non vale neppure la salvezza.

Ultimo tema, il futuro. La classifica attribuisce ancora ai blucerhiati speranze europee, corroborate dalla flessione di Milan e Atalanta, a fronte però dell’ascesa perentoria dell Fiorentina e del Toro, ma resta sullo sfondo l’incognita sulle reali intenzioni della società, sempre scettica sull’utilità di riaffacciarsi sul palcoscenico internzionale. Quanto a Giampaolo, è inutile negare che il suo nome sia scritto sul taccuino di qualche “big”, Napoli in testa: lui ha ribadito amore nei confronti della Samp, ma anche incertezza riguardo ai suoi destini. Siccome l’abruzzese è  legato da contratto lungo ai colori blucerchiati e la dirigenza non nutre il desiderio di licenziarlo (anzi…), è lui e solo lui l’ago della bilancia. Siamo convinti che, in presenza di un’offerta da qualche club prestigioso, il mister non si faccia il minimo scrupolo: la Samp insomma è la classica soluzione di riserva, ma nel calcio d’oggi non è il proprio il caso di scandalizzarsi.