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Italia: un verò tabù per la Germania |
Domanda : Quale nazionale europea la titolatissima Germania non è mai riuscita a battere in competizioni ufficiali quali Campionati del Mondo e Continentali? Il quesito trova incredibile riscontro nel nome dell’Italia che nei sette precedenti vanta nei confronti dei “panzern” un bilancio di 3 vittorie e 4 pareggi.
Il primo appuntamento ufficiale con i teutonici avviene esattamente mezzo secolo fa; teatro di gara lo stadio di Santiago del Cile nella partita inaugurale dei Mondiali del 1962. E’ il 31 maggio e l’esordio iridato fra l’Italia degli oriundi (Altafini, Sivori) e i tedeschi di Haller e Seeler si chiude con uno 0-0 dai più definito “tattico”. Ma nell’occasione i calcoli migliori erano stati fatti dai tedeschi, dal momento che il girone proponeva nei padroni di casa del Cile l’avversario più difficile soprattutto dal punto di vista politico. Sappiamo tutto come andò a finire. Uno 0-2 italiano nell’incontro successivo grazie al binomio Cile – Aston e partita accademica fra andini e tedeschi (entrambi già qualificati) nella giornata conclusiva.
Di ben altro tenore la mitica semifinale di Messico 70 passata alla storia come la “partita delle due date”. A Mexico City erano le 16,00 del 17 giugno, mentre in Italia le 24,00 … dello stesso giorno. Alle ore 2,30 italiane del 18 giugno, l’intera Italia notturna che si riversa impazzita nelle piazze saluta uno dei più grandi e sofferti successi azzurri in tutta la storia calcistica. Una partita persa “tre volte” e vinta “quattro”. Il punteggio finale di 4-3 dopo 120 minuti di gioco è il condensarsi di infinite sofferenze col lieto fine del gol di Rivera. La gioia, le emozioni e l’inevitabile stanchezza (oltre all’altura messicana) saranno determinanti appena quattro giorni dopo all’atto finale, al di là dell’immensa forza tecnica del Brasile di Pelè e Tostao.
Passano altri 8 anni prima del successivo appuntamento anche stavolta programmato in Sud America. E’ il 14 giugno del 1978 quando a Buenos Aires, stadio River Plate, la prima Italia di Bearzot già forte dei Rossi, Cabrini e Tardelli affronta i tedeschi di Helmut Shoen detentori del massimo alloro conquistato del 1974. Siamo alla prima partita della fase successiva imperniata su due gironi di semifinale con 4 squadre ciascuna. Le vincenti disputeranno la finalissima. Germania sulla carta favorita (ma non troppo…), ma sul campo la partita la gioca interamente l’Italia. Coglie tre legni clamorosi ed il portiere avversario Maier è protagonista assoluto, risultando il migliore in campo; il tutto si spiega da solo. Finisce 0-0, ma questo è il titolo che compare nella “rosea” il giorno successivo : “Ma come si dice fortuna in tedesco?”. Conserviamo l’imbattibilità con la Germania, ma il mancato successo non ci consente altro che la finalina per il terzo posto a tutto vantaggio dell’Olanda. Appuntamento mondiale, e vendetta, rimandate al 1982 nell’edizione iridata spagnola. Stavolta è finalissima al Santiago Bernabeu di Madrid. E’ l’11 giugno 1982 è risulterà fino a quel momento la data più storica dell’Italia calcistica dal secondo dopoguerra. Azzurri, pressochè gli stessi di Argentina 78, in grande spolvero e con autostima alle stelle dopo i successi su Argentina, Brasile e la fortissima Polonia. Teutonici in verità un po’ provati dopo la drammatica semifinale di tre giorni prima vinta ai rigori con la Francia. Ma in quella mitica serata dell’11 giugno 1982 non ci sarà partita; un 3-1 confezionato dalle reti in successione di Rossi, Tardelli e Altobelli, pure col lusso di un rigore fallito da Cabrini. Terzo titolo mondiale dopo l’ultimo targato 1938. Un 11 giugno 1982, data davvero memorabile. Il giorno successivo in terra di Puglia nasceva un certo… Antonio Cassano. Ed eccoci al primo appuntamento ufficiale Europeo fra le due squadre, quello più attinente all’attuale. A Dusseldorf, Rheinstadion, con Germania Ovest – Italia si inaugura la fase finale della manifestazione continentale affidata proprio alla nazione tedesca. E’ venerdi 10 giugno 1988 ed è un’Italia le cui fortune in attacco sono affidate alla coppia doriana Mancini – Vialli. Per contro i tedeschi vantano una formazione fortissima (Voeller, Matthaus, Klinsmann) che il tecnico Franz Beckenbauer porterà al trionfo due anno dopo alla rassegna di Italia 90. Ma nella circostanza, ancora una volta l’Italia si rivelerà tabù. Gli azzurri ad inizio ripresa passeranno pure in vantaggio proprio con Roberto Mancini, ma 4 minuti dopo la fiscalità (per non dire l’eccesso di zelo) dell’arbitro inglese Hackett interromperà il sogno a metà. Succede che da appena un paio di mesi è stata istituita la regola che il portiere non può trattenere la palla per più di 4 secondi; la trasgressione di essa sarà stata punita a tutt’oggi in non più di 5 o 6 occasioni. Avviene comunque che al 56’ minuto il nostro portiere Zenga si attarda a rimettere in gioco e viene prontamente punito dal direttore di gara con una punizione a due nell’area piccola. Da questa nasce il gol del pareggio di Brehme. Comunque Tedeschi e azzurri passeranno il turno, ma verranno fermati in semifinale rispettivamente da Olanda e URSS.
Siamo ancora in ambito Campionati Europei quando il 19 giugno 1996 nell’impianto dell’Old Trafford di Manchester Italia e Germania sono chiamata a concludere il loro girone eliminatorio. Tederschi già qualificati alla fase successiva, Italia che deve assolutamente vincere, pena sicura eliminazione. E’ uno degli ultimi atti azzurri di Arrigo Sacchi in carica da circa un lustro. L’Italia farà la partita; è peraltro sfortunata. Dopo appena 10 minuti fallisce un penalty con lo specialista Gianfranco Zola; la Germania gioca soltanto di rimessa e gli azzurri non riescono neppure ad approfittare della superiorità numerica, quando a mezz’ora dalla fine viene espulso il tedesco Strunz. Per giunta al 90’ giunge la notizia del gol della Repubblica Ceka alla Russia, sinonimo di eliminazione. Il lato beffardo è che proprio tedeschi e ceki giungono alla finalissima vinta dai primi. L’imbattibilità nei confronti della Germania è salva, ma avremmo preferito ben altro… Ed eccoci all’atto conclusivo. Siamo a Dortmund, alla semifinale dei mondiali tedeschi del 2006. E’ il 4 luglio e la partita ricalca per certi versi gli stessi contorni di Messico 70. La differenza sta solo nel fatto che dopo un’ accesissima contesa proiettata fino ai supplementari, in 118 minuti di gioco non è stata ancora registrata una rete. Ci pensa al 119’ Grosso pronto a sfruttare un assisit di Pirlo su tiro dalla bandierina. Ci dà la sicurezza della finale con la Francia (stavolta con lieto fine) Alex Del Piero su perfetto assist del futuro “genoano” Alberto Gilardino.
L’ottavo appuntamento è programmato il 27 giugno 2012 allo stadio di Varsavia. Solo quattro atleti fanno ancora parte di quell’Italia mondiale : sono Buffon, lo stesso Pirlo, De Rossi e Barzagli. Continuerà la tradizione pro-azzurri? In tal caso andremmo alla conclusione probabilmente conto la Spagna, anch’essa mai vincente nei nostri confronti in manifestazioni ufficiali…..
Marco Colla |
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