Il dottor Ballardini e il Genoa (un po’ meno) malato

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Ballardini allenatore del Genoa
Ballardini allenatore del Genoa

Pierluigi Gambino analizza il momento in casa Genova. Il dottor Ballardini sta piano piano riuscendo a guarire il malato Genoa.

 La convalescenza continua, ma il malato è in ripresa e lascia pensare che la guarigione non sia più così lontana. Fuor di metafora, il Genoa resta ancorato alla zona retrocessione, ma non è più staccato negli abissi e, soprattutto, ha raccolto in due partite quattro pesantissimi punti quando i preventivi si fermavano a uno-due.

La cura del dottor Ballardini funziona

La cura Ballardini insomma ha iniziato a sortire benefici effetti e siccome il romagnolo non è stato assunto per accrescere lo spettacolo ma per corroborare una classifica asfittica, plaudiamo al suo avvento, che non ha cagionato una metamorfosi di ordine tattico ma un radicale cambio di atteggiamento. Contro Juve e Napoli, il Grifo targato Juric si era battuto andando frequentemente a segno ma rimediando cocenti sconfitte. La squadra del Balla invece ha cambiato presupposti: opposta ad una squadra come la Roma, spesso in angustie contro le difese arroccate, ha impostato uno schieramento prudente, destinato a rischiare il meno possibile. Sino al gol di El Shaaravy, che chiama in causa solo parzialemtne Izzo, distrattosi un attimo, la Roma aveva prodotto solo una conclusione non irresistibile bloccata agevolmente da Perin. Segno che la fase difensiva rossoblù ha funzionato quasi perfettamente; dunque, il trainer romagnolo merita un voto elevato.

Di più non si poteva prendere, alla fine della favola, da un match che appariva scontatamente avverso, ma il vecchio problema di un intero organico è rimasto totalmente irrisolto. Scriviamolo chiaro: senza quello schiaffone di De Rossi a Lapadula, il Grifo avrebbe probabilmente incassato l’ennesima sconfitta casalinga stagionale, pur immeritata sotto l’aspetto del gioco. Ballardini cercherà di “lavorare” per limare questo difetto, ma regalare concretezza offensiva è ben più arduo che dare una sistemata alla tattica difensiva. Per segnare occorrono talento, tecnica, fiuto del gol: tutte qualità che difettano ai giocatori rossoblù, che segnano col contagocce. Con Juric faticavano addirittura a rendersi pericolosi, mentre con il nuovo mister, se non altro, le opportunità vengono create. Purtroppo, vedi Crotone e Roma, mancano freddezza e precisione sotto porta, e indicare come principale colpevole Lapadula, reo di aver deviato oltre il fondo due palloni assai invitanti, sarebbe un’ingiustizia piramidale. L’ex rossonero è sempre insidioso, ma non ha il piede morbido e il talento necessari per buttarla dentro anche quando la condizione fisico-atletica è sommaria. Da lui, però, ci si possono attendere passi avanti notevoli.

Genoa: c’è anche qualcosa che preoccupa

E’ il resto della combriccola a preoccupare. Pandev e Taarabt, bravi sin quando il fiato e le gambe reggono, non hanno mai segnato a profusione, Galabinov non è un cannoniere e Pellegri deve ancora maturare. A centrocampo troviamo un Laxalt generosissimo ma confusionario in zona gol, un Rosi difensivamente prezioso ma limitatissimo in area avversaria e una coppia di mezzeali (Veloso e Bertolacci) che un tempo infilavano quattro. cinque palloni a campionato nel sacco avversario, mentre adesso inviano verso la porta altrui nient’altro che “stracci bagnati”. Rimane Rigoni, l’eroe di Crotone, ma immaginarlo come il secondo cannoniere della squadra è di per sé desolante. Per completare il cahier de doléances aggiungiamo che pure i difensori hanno scarsissima dimestichezza con le incursioni vincenti (magari su calcio fermo…) nella zona calda.

Il Genoa attuale, se proiettato nel vecchio calcio, caratterizzato dai due punti per vittoria, avrebbe già in tasca la salvezza, ma oggidì conta maggiormente imporsi, anche a costo di perdere con più frequenza, e per centrare l’obiettivo serva un netto cambio di marcia in tempo utile per provare a battere nel girone di ritorno, tutte a Marassi, le avversarie dirette… per la sopravvivenza. Contro certe immaginabili Maginot, guai a non escogitare qualche soluzione efficace.