Genoa: la via crucis continua

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Il Genoa peggiore degli ultimi 10 anni
Il Genoa peggiore degli ultimi 10 anni

Pierluigi Gambino analizza il momento del Genoa, tra la non cessione del club e il campo è una vera via crucis.

L’ultima novità in casa Genoa e… dintorni è la richiesta partita da Gallazzi ad Ado Spinelli di unire le forze per riproporsi a Preziosi o per approntare una nuova strategia d’acquisto qualora il Joker decidesse una buona volta di venire incontro ad un potenziale acquirente (chiunque sia). Improbabile che u Sciu Aldu accetti l’invito, ma la mossa del finanziere bolognese – con l’appoggio del sempre più appassionato Anselmi – significa che nello status quo genoano, apparentemente immutabile, c’è qualche crepa. In soldoni, può il Prez permettersi ancora a lungo di respingere le altrui avances, data la necessità impellente di immettere denaro in società (urgono scadenze significative) e di coprire almeno in parte un passivo ingiustificato per un club provinciale da sempre avvezzo a garantirsi plusvalenze spaventose?

Genoa: le contestazioni fanno il gioco di Preziosi

In attesa di eventuali sviluppi, ripetiamo un’avvertenza a pro dei tifosi più caldi: le contestazioni più accese e prolungate farebbero solo il gioco del presidente, che non vede l’ora di scaricare su altre persone le responsabilità di un malugurato fallimento sportivo stagionale, in realtà dovuto principalmente alla sua condotta. Scaltro com’é, figuriamoci se non accrediterebbe la tesi di un disturbo decisivo dell’ambiente ad una squadra bisognosa di agire nella tranquillità più assoluta…

Preziosi, a trattativa conclusa, ha pure promesso l’ingaggio di un personaggio che sappia guidare la società, ma finché non vediamo, non crediamo. Servirebbe come il pane un addetto ai lavori con la personalità necessaria per imporre direttrici gestionali anche distanti da quelle, rovinose, imposte da un padre padrone non sempre in linea con le esigenze di un club calcistico, ma temiamo che, dopo qualche settimana di lavoro, affiorino gli immancabili, insanabili contrasti.

La via crucis del Genoa

Intanto, la squadra rossoblù prosegue una via crucis senza fine. La jella, da sempre, sposa lo scarso valore dell’organico, acuendo i problemi di fondo. Chiaro he il bilancio di punti è offensivo se rapportato a quanto offerto da Veloso e compagni, ma addossare ogni addebito alla sfortuna sarebbe un oltraggio alla logica. La verità amarissima è che questo Genoa conferma una certa fragilità difensiva – troppi i gol regalati per errori individuali o di schieramento – e fatica pazzescamente a produrre palle gol e, figuriamoci, segnature verie e proprie.
Inutile negare che la qualità complessiva sia bassa e che i rari elementi in possesso di buona o ottima tecnica siano caratterizzati da limitato atletismo e assoluta lentezza. Non c’è un solo giocatore preciso e rapido nel contempo e neppure un calciatore dotato del necessario atletismo per avviare e concludere – specialmente in trasferta proficui contropiedi.

Va condivasa la decisione di confermare Juric, soprattutto per mancanza di plausibili alternative, ma si tratta di una fiducia a tempo lunga cinque partite. Non è piacevole che Preziosi sia intervenuto presso il tecnico per imporgli o quasi il modulo 3-5-2, foriero di un maggiore equilibrio tattico, ma è stato il mister, con la sua ostinata fedeltà al 3-4-3, a favorire questa forzatura presidenziale. Vero che la rosa rossoblù rigurgita di esterni d’attacco, ma tovarne solo due affidabili è un’utopia: ovvio ce sia assai preferibile inserire un mediano puro (Omeonga o Cofie) al fianco di Veloso e di un Bertolacci atteso ad un risveglio e affiancare al centravanti di turno (sperando che Lapadula torni presto…) una seconda punta da scegliersi tra Taarabt (l’unico che sappia abbinare tecnica a potenza) e Pandev. Vero che il Genoa, per tradizione, è una benefica Croce Rossa per le avversarie in crisi, ma il Cagliari in casa appare disastroso: chissà che tra due domeniche non si materilizzi la svolta….