Che Genoa! Quattro schiaffi all’Heerenveen

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Palermo-Genoa 1-0: i voti, centrocampo tutto bocciato
Palermo-Genoa 1-0: i voti, centrocampo tutto bocciato
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Il Genoa batte l’Heerenveen in amichevole con un sonante 4-0, la squadra di Juric continua a crescere sotto ogni punto di vista.

Genoa-Heerenven 4-0: la cronaca sul sito rossoblù

Genoa: Perin (c), Spolli, Gentiletti, Veloso (34’st Cofie), Biraschi (1’st Izzo), Laxalt, Bertolacci (23′ st Omeonga), Simeone (28’st Galabinov), Pandev (28’st Taarabt), Lazovic (23’st Rosi), Ninkovic (23’st Palladino). A disposizione: Lamanna, Zima, Salcedo, Rodriguez, Hiljemark, Morosini. All. Juric.
Arbitro: Manganiello. Assistenti: Tasso e Berti.
Reti: pt 36′ Veloso; st 2′ Veloso, 26′ Simeone (rig), 31′ Palladino (rig.).

Savona – Torna nella città della torretta il Grifo, dopo il match con gli ‘striscioni’, per l’ultimo collaudo prima del debutto in Tim Cup tra una settimana al Ferraris. Un altro avversario di livello internazionale, gli olandesi dell’Heerenveen. E’ colmo al fischio d’inizio lo spicchio di impianto che ospita i supporter rossoblù. Si suda a stare fermi, figurarsi in campo. Genoa al calcio di battuta e nella tradizionale maglia a quarti, ospiti a strisce bianche e blu. Il primo spunto vede Pandev servire Simeone, anticipato in uscita da Hahn. Poi è Lazovic d’esterno a sollecitare il portiere che blocca. L’inizio è dei ragazzi di mister Juric, che aprono bene il gioco e si avvicinano con frequenza in zona tiro. I tentativi su corner e punizioni non sortiscono esiti tangibili, i difensori di mister Streppel sono ben piazzati sotto l’aspetto fisico e della posizione. Ci vorrebbero le gru per pigliarla di testa.
Si gronda e una breve interruzione a metà tempo serve per integrare i liquidi e prendere fiato. Lo spettacolo decolla solo a tratti, per la efficace predisposizione in fase difensiva. E’ difficile trovare spazi tra le linee, pescare uomini da lanciare in profondità. Manca forse un briciolo di lucidità in fase di ultimo passaggio, le gambe risentono della preparazione e i lampi di classe si manifestano sulla trequarti, senza innescare tuoni nei sedici metri. L’Heerenveen prende coraggio e prova a rispondere colpo su colpo. Poco dopo la mezzora Kobayashi sfonda sulla sinistra e mette al centro, Van Aken non chiude il tap-in da distanza ravvicinata. Il Genoa alza il baricentro e al 36′ Bertolacci fa pesare la sua tecnica, conquistando un calcio da fermo da una mattonella interessante. Dai ventidue metri Veloso tira fuori dal cilindro una magia con il mancino, infilando a fil di palo e lasciando di stucco Hahn. La fluidità viaggia sulle ali del vantaggio, con Ninkovic che da fuori cerca il raddoppio colpendola bene, scaldando i guanti del numero uno. Stessa sorte per Simeone su un diagonale insidioso neutralizzato con qualche difficoltà. Squadre negli spogliatoi per l’intervallo.
La ripresa si apre con l’innesto di Izzo tra le fila del Vecchio Balordo e il secondo sigillo di Veloso che gonfia la rete in corsa, capitalizzando il comodo assist di Simeone scappato sulla destra, dopo un apprezzabile fraseggio a metà campo. Un’altra doppietta per il centrocampista portoghese, come nella gara con il Savona. Il feeling con il gol su questo campo viaggia in coppia. Gli olandesi non ci stanno e si fanno sotto, il Genoa tiene botta e fa scudo a protezione di Perin. E’ piacevole la partita in questo frangente, con capovolgimenti di fronte rapidi e incisivi. Chiama il pressing per disturbare l’inizio della manovra il tecnico dalla panchina e i suoi non si fanno pregare. Il tris potrebbe calare sul tavolo in coincidenza di una conclusione del ‘Cholito’, su cui Hahn ci mette letteralmente la faccia. Le geometrie studiate in ritiro si traducono in azioni ben congegnate sul terreno di gioco. Il Genoa va e con Pandev, imbeccato da Veloso, costruisce un’altra opportunità. Lazovic da una parte e Lazovic sull’altro versante lavorano decine di palloni, sollecitati dai colleghi di reparto e dalle sovrapposizioni dei compagni sugli esterni.
Proprio Laxalt si invola al 26′ e viene falciato in area, dal dischetto Simeone trasforma calciando sotto la traversa, con freddezza da eschimese. E’ incontenibile l’uruguaiano già in forma e leggero come una piuma. Pochi giri di lancette e arriva il secondo penalty, questa volta è Palladino a essere travolto a seguito di un intervento scomposto. L’ex Juve si incarica della battuta, aspettando la mossa del portiere e indirizzando la sfera al centro. E’ un bel Genoa e anche Juric dalla panchina ha motivi per sorridere, nonostante i lavori siano in corso. Si va verso gli ultimi minuti di gara, con qualche assalto coriaceo dell’Heerenveen, senza che passi però lo straniero. Il Grifone controlla piuttosto agevolmente e non rinuncia a buttarsi dentro, per continuare le prove nell’ottica dell’esordio. Gli attaccanti danno una mano, il centrocampo oppone un filtro intelligente, la difesa non soffre affanni da rimarcare. L’idea di una squadra che sta prendendo forma, al netto delle controprove che dovranno materializzarsi. L’ultima fiammata è una traversa colpita da Taarabt, con un tocco dolce come una caramella. Può bastare così.