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Lunedì 28 Novembre 2011 12:28 |
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Circa tre anni fa, mese più mese meno, le due squadre genovesi avevano stupito l’Italia calcistica.
Il Genoa aveva concluso la sua stagione al 4°posto ex aequo con la Fiorentina, la Samp dal canto suo aveva sfiorato il successo in Coppa Italia superata in territorio laziale soltanto ai calci di rigore. L’anno successivo, mini conferma del grifone con un nono posto finale dopo aver veleggiato per parecchio tempo in zona Europa League. In contemporanea, un grosso exploit sampdoriano con una brillante quarta piazza e conseguente qualificazione alla Champion League. Stiamo parlando di periodi recentissimi, non di preistoria. Esaminando i nomi dei protagonisti di ieri (in tutti i sensi) e raffrontandoli con le rose attuali, notiamo che nel Genoa sono rimasti solo un paio di elementi (Mesto e l’eterno Marco Rossi), altrettanto nella Samp (Palombo, Gastaldello e poco altro). Ora, se è vero che da che calcio è calcio l’ossatura della squadre ed il conseguente affiatamento dei giocatori diluiti nel tempo sono elementi prioritari, risulta evidente un totale depauperamento dei valori non solo su piano tecnico.
Andiamo ora ad analizzare l’attuale delle nostre due squadre, alla luce dei risultati di quest’ultimo week end. La Samp, che naviga senza troppa gloria in serie B, sta percorrendo un trend che al massimo può garantire una tranquilla salvezza; non può venir giudicata diversamente l’ultima striscia composta da 1 vittoria 2 sconfitte e 4 pareggi. Sabato scorso persino il Modena virtualmente ultimo della classe (l’Ascoli sul campo ha fatto meglio) è riuscito a raccogliere punti a Marassi. Quanto al Genoa, sempre in assenza di una vera identità in campo (di gioco incisivo manco a parlarne), è involuzione in tutti i sensi ad onta di una classifica apparentemente buona ma corta e pericolosa. Nell’ultimo suo impegno ha voluto imitare i cugini concedendo al Cesena, ultimo in graduatoria, una giornata di gloria. E’ questo purtroppo il presente delle nostre due società. Il raffronto con il passato prossima sopra descritto indurrà certamente ad una profonda meditazione , ma in questo caso non vorremmo che si sprecasse… il congiuntivo imperfetto. Preferiamo il futuro semplice ; meglio ancora, in linea alla grammatica inglese, il futuro volitivo!
Marco Colla |