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Martedì 15 Novembre 2011 10:40 |
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Genova calcistica ha registrato nella sua storia complessive 11 promozioni nella serie cadetta di cui otto (o nove se si considera la stagione 2004-2005) a favore del Genoa, tre da parte doriana.
Comun denominatore di tali successi è stata la presenza costante in panchina dei rispettivi trainers. Solo in due casi (uno dal dopoguerra ad oggi) il successo finale è avvenuto col cambio in corsa dell’allenatore.
Stagione 1934-35 : Inopinata presenza in serie B del fortissimo Genoa di allora. Squadra affidata a Vittorio Faroppa e campionato condotto sempre in testa alla classifica. Una leggera flessione primaverile determinò il cambio dell’allenatore. L’incarico fu affidato al mitico Renzo De Vecchi, figlio di Dio, che condusse in porto la nave senza difficoltà. Da tener presente che all’epoca la figura dell’allenatore era più simbolica che pratica. In campo “comandavano” gli anziani.
Stagione 1952-53 : Allenatore è Giacinto Ellena che suggerisce in estate elementi di categoria. Agli anziani inamovibili Franzosi, Becattini e Cattani si aggiungono atleti pieni di stimoli come Dalmonte, Acconcia e qualcun altro. Squadra che al secondo tentativo di risalita risulta più equilibrata. Sarà un campionato da prime posizioni pur se con qualche piccolo (e previsto) incidente di percorso. Il primo posto finale sarà interpretato come frutto di una programmazione basata sull’essenziale. Raggiunta la serie A, verrà sacrificato…. proprio il povero Ellena ritenuto inadatto alla massima categoria. Lo sostituisce Giorgio Sarosi.
Stagione 1961-62 : C’è tanta Sampdoria in questa promozione genoana. In estate viene assunto il tecnico Renato Gei, reduce da un lungo apprendistato doriano sino a diventarne l’allenatore in seconda. Il tecnico è serio e preparato, e la squadra è fortissima potendo contare su elementi del calibro di Occhetta, Bean, Firmani e Bolzoni. Questi ultimi due, qualche anno prima, erano veri punti di forza della stessa Sampdoria. Sarà una passeggiata. Primo posto assoluto con 11 lunghezze di vantaggio sul primo inseguitore. Renato Gei si era confermato tecnico vincente. Sarà riconfermato l’anno successivo.
Stagione 1966-67 : Primo impatto cadetto per la Samp e immediata risalita. Non sarebbe mai più successo per entrambe le nostre squadre. Il tecnico è un nome illustre : Fulvio Bernardini. Questi conserva per otto undicesimi la struttura dell’anno precedente, e unisce ad elementi come Salvi, Frustalupi, Battara, Morini, Cristin i soli Tentorio (mediano dal tiro micidiale), Roberto Vieri grande fantasista e il bomber Fulvio Francesconi (autore di 20 reti). Il suo prodotto sarà identificato in un dominio simile a quello dei cugini di un lustro addietro. Anche il punteggio finale è uguale : 54 punti, sinonimi di cifra record in serie B.
Stagione 1972-73 : Al Genoa riesce l’impresa all’ottavo tentativo. Tecnico è quell’Arturo Silvestri detto Sandokan, che aveva raccolto la squadra un paio d’anni prima in serie C. Aveva promesso la massima serie in un triennio e fu di parola. Sei undicesimi di quell’equipe vincente erano già con lui in sede di partenza. Ci riferiamo a Maselli, Rossetti, Ferrari, Perotti, Bittolo, Corradi, Lonardi. I vari Bordon, Manera Simoni e Garbarini integrarono i primi formando una squadra di altissimo rendimento: Pur non possedendo un eccelso valore tecnico, questa squadra vinse in carrozza il torneo con 53 punti finali.
Stagione 1975-76 : Siamo al Gigi Simoni primo atto. Il tecnico è agli esordi (ha appena 35 anni) e inizialmente la sua investitura suscita non poche perplessità al secondo tentativo di risalita del Genoa. Ma l’uomo di Crevalcore stupirà tutti, offrendo al Genoa un gioco brillante, una specie di calcio-champagne, grazie soprattotto ai pochi acquisti da lui indicati : Angelo Castronaro, Fabio Bonci ma soprattutto l’ala destra Bruno Conti. In formazione c’era già lui, Roberto Pruzzo le cui 18 reti saranno determinanti per il successo finale, un po’ tormentato, ma bello e meritato. Simoni aveva superato alla grande il suo primo e più difficile esame di laurea.
Stagione 1980-81 : Secondo urrah per Gigi Simoni, faticoso quanto il primo ma più suggestivo in quanto inaspettato, o per meglio dire non programmato. Era quell’anno una serie B anomala per la presenza di Milan e Lazio (vicenda calcio scommesse), Sampdoria, Bari, Palermo…. In presenza di tale concorrenza, i programmi del presidente Fossati ( e le prospettive dei tifosi) lasciavano poco spazio ai sogni. Ma fu nella circostanza he Gigi Simoni costruì il suo capolavoro. Elementi come Martina, Onofri, Claudio Sala, Nela erano pur sempre di primissimo piano. Dopo due terzi di torneo, senza dare troppo nell’occhio, ecco la volata finale con uno score di 7 vittorie e 4 pareggi nelle ultime 11 partite. Stupendo secondo posto finale alle spalle dell’imbattibile Milan, ma ben sopra le più accreditate Lazio e Sampdoria.
Stagione 1981-82 : E’ la volta della Sampdoria dopo 5 stagioni di cadetteria. Sarà pure l’eccezione relativa al tema trattato. L’inizio doriano traballante (3 sconfitte nelle prime 5 partite) costerà la panchina all’allenatore Enzo Riccomini. Il sostituto Renzo Ulivieri non farà subito sfracelli, ma la squadra forte dei vari Ferroni, Pellegrini, Scanziani, Zanone troverà il giusto assetto. Ulivieri nella sua carriera di allenatore, era famoso per i suoi sprint finali. Prerogativa che metterà in atto in quella Sampdoria che sarà promossa dopo uno strepitoso girone di ritorno. Si tratta dell’unico caso dal dopoguerra in cui il cambio di allenatore ha prodotto il massimo profitto.
Stagione 1988-89 : Dopo cinque travagliate stagioni cadette anche il Genoa riassaporerà il profumo della promozione. Ne sarà regista principale l’indimenticato professor Franco Scoglio assunto proprio per tale scopo. Maestro nell’impostare le partite con un pressing asfissiante sui portatori di palla, il tecnico di Lipari riuscirà pure a dare un gioco brillante ad una squadra che possedeva nei soli Eranio e Signorini gli unici elementi di vera classe. Con l’ausilio di bravissimi gregari come Ruotolo, Quaggiotto e Onorati e col tandem di punta Nappi/Fontolan, la promozione era già messa in cassaforte al termine del gione di andata. Al ritorno, una lunga sequela di pareggi di stampo “politico” (il successo valeva ancora 2 punti) furono garanzia di serie A. La difesa genoana aveva subito solo 13 reti in 38 incontri!
Stagione 2002-2003 : E’ l’inizio dell’era Garrone che subito assume Marotta come d.s. e Walter Novellino quale allenatore. Tanti acquisti con spesa minima : Volpi, Bazzani; prestiti azzeccati (Gasbarroni), acquisizione di bravi atleti senza contratto, Palombo su tutti. Infine, conservazione dell’unica punta di diamante, l’attaccante Francesco Flachi. Il tutto, a differenza di quanto avviene ai giorni nostri, senza proclami di promozione, sinonimi di forti pressioni sulla piazza e sugli atleti. E, dopo quattro anni di attesa, sarà finalmente serie A, e per Riccardo Garrone la riuscita al primo tentativo (neppure Paolo Mantovani era riuscito a tanto).
Stagione 2004-2005 : Campionato che prendiamo in considerazione, pur con promozione impura, dal momento che il Genoa sul campo lo vinse meritatamente. Le tristemente note vicende impedirono il realizzarsi di un’attesa decennale. Allenatore dalla prima all’ultima giornata era Serse Cosmi, ma la preparazione estiva era stata effettuata sotto la guida di De Canio, esonerato prima dell’inizio del torneo. Non si può quindi parlare di allenatore sostituito.
Stagione 2006-2007 : Gian Piero Gasperini come Gigi Simoni 26 anni prima. Anche stavolta è una serie B pressochè impossibile vista la presenza di squadroni come Juventus, Napoli e Bologna con due sole promozioni dirette e una terza alla lotteria dei play-off. Anche stavolta l’assunzione del tecnico di Grugliasco aveva suscitato forti perplessità; ma il campionato dimostrò che Preziosi aveva visto giusto. Un campionato condotto sempre a ridosso delle prime posizioni e uno straordinario sprint finale che avrebbe ripagato un’attesa lunga 12 anni. Gasperini (in primis), Di Vaio, Criscito, Leon e (perché no) Preziosi gli eroi di quella meravigliosa cavalcata assieme a Juventus e Napoli allora compagne di viaggio, che oggi lottano per il tricolore.
Marco Colla |
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