31a Genoa-Lazio 2-2 Il Grifone rialza la testa

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Palermo-Genoa: nelle probabili formazioni c'è anche Pandev
Palermo-Genoa: nelle probabili formazioni c'è anche Pandev

Quattro gol e mille emozioni a Marassi. Juric frena l’emorragia del Grifone e dopo 4 sconfitte, pesantissime le ultime due contro Atalanta e Udinese, il Genoa muove la classifica. Di Simeone e Pandev le reti dei provvisori vantaggi, di Biglia e Luis Alberto le repliche della Lazio.

La cura Juric, rimasto per quasi due mesi a casa a meditare sui mali del Genoa, sembra subito funzionare. L’atteggiamento della squadra è diverso dalle ultime uscite. Tra il 2’ e il 3’, subito due pericoli per la porta della Lazio:  prima un colpo di testa  di Rigoni fuori di poco e poi un tiro di Ntcham bloccato da Strakosha. Risposta Lazio poco dopo con un siluro di Biglia che centra i tabelloni pubblicitari.  Il Genoa non si lascia spaventare ed anzi prova a imporre il proprio gioco. Il gol arriva al 10’: la firma, di testa, la mette Simeone ma illuminante è il traversone di Palladino.  L’uomo dimenticato da Mandorlini nell’ultimo mese. La sveglia per la Lazio suona piano piano. Il Grifone rischia davvero poco, l’allerta sui possibili spunti di Immobile e Keita è massima. Più di un dubbio sul contrasto Parolo-Burdisso nell’area del Genoa al 25’ ma l’arbitro Maresca lascia proseguire il gioco. Un diagonale di Basta e un inserimento di testa di Milinkovic sono gli unici pericoli corsi da Lamanna.   Simeone e compagni cercano di rendersi pericolosi con le ripartenze ma con il passare dei minuti cresce il peso specifico degli uomini chiave della Lazio. Al 40’ Lamanna è bravo a opporsi su un diagonale di Keita, al 45’ in pieno recupero Maresca vede un tocco con il braccio di Burdisso su un missile di Anderson e indica il dischetto. Sembra il classico errore di compensazione che fa il paio con il mancato rigore accordato a Parolo. Bravo Lamanna a intuire la direzione del tiro di Biglia tuffandosi sulla sua sinistra per respingere ma il centrocampista argentino è altrettanto lesto a correggere in rete. E’ il tap-in dell’1-1 su cui si chiude, tra le proteste dei giocatori del Genoa, il primo tempo.

La ripresa è divertente, si moltiplicano i capovolgimenti di fronte anche se le azioni rilevanti sono davvero poche grazie all’ottimo lavoro condotto dalle due difese. Al 12′ il contatto Laxalt-Keita fa gridare tutta la panchina laziale al rigore: il contatto, effettivamente, c’è ma Maresca non lo vede e indica gli spogliatoi a un furioso Inzaghi. Il Genoa prende coraggio. Al 23′ Strakosha non si lascia sorprendere da un sinistro di prima intenzione di Palladino. Entra Pandev ed è la mossa giusta per scompaginare gli equilibri avversari. Al 32′ perfetto inserimento su cross di Lazovic per il 2-1. Chi sbaglia paga: poco prima clamoroso errore, su contropiede avviato da Keita, di Lombardi a tu per tu con Lamanna. Anche Juric, per proteste, guadagna l’uscita del campo e il Genoa si prepara a vivere minuti di autentica sofferenza. Il cambio lo indovina anche il vice di Inzaghi. Nel primo dei sette minuti di recupero, Luis Alberto infila la sfera nell’angolo alla destra di Lamanna. Tutto finito? No, perché negli ultimi due minuti Milinkovic e soprattutto Pandev (contropiede 4 contro 2) si mangiano il gol della possibile vittoria. Ma questo punto, per il morale di un Grifone sconfitto nelle ultime 4 gare, vale una vittoria.